Negli Stati Uniti più di 1.000 voli sono stati cancellati mentre la Federal Aviation Administration (FAA) e le principali compagnie aeree del Paese cercano di far fronte alla crescente carenza di personale aggravata dal prolungato shutdown del governo federale. La paralisi amministrativa, che si protrae da oltre un mese, sta infatti impedendo a molti lavoratori considerati essenziali, come i controllori di volo, di ricevere lo stipendio, provocando un numero crescente di assenze giustificate per difficoltà economiche e logistiche. Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha dichiarato nei giorni scorsi che le riduzioni dei voli sono necessarie per garantire la sicurezza. La FAA ha successivamente annunciato una diminuzione del 4% delle operazioni in 40 tra i principali aeroporti statunitensi. Questa misura coinvolge scali in Texas, Virginia, Carolina del Nord, Alaska, Illinois, Florida e in molti altri stati.
Le compagnie aeree stanno adeguando i propri piani operativi. American Airlines prevede di cancellare circa 220 voli al giorno, United poco meno di 200, Delta taglierà 170 collegamenti quotidiani, mentre Southwest ne eliminerà circa 120. A queste cifre si aggiungono ritardi e cancellazioni legate a problemi tecnici o meteorologici.
Le reazioni
“Anche con queste cancellazioni continueremo a operare circa 6.000 voli giornalieri”, aveva affermato American Airlines in una nota. “Continuiamo a comunicare direttamente con i clienti interessati”. United Airlines ha sottolineato come la priorità resti la sicurezza: “la FAA sta cercando di alleviare la pressione sul sistema dell’aviazione per continuare a operare in sicurezza. È anche la nostra massima priorità”. La compagnia ha spiegato che le riduzioni riguarderanno soprattutto i voli nazionali non essenziali, con aggiornamenti progressivi dell’orario man mano che lo shutdown prosegue.
Secondo FlightAware, nella sola mattinata di venerdì si sono registrate circa 1.119 cancellazioni e oltre 10.000 ritardi. Il dato non distingue tra interruzioni legate allo shutdown e normali cause operative. Sul fronte dei diritti dei passeggeri, le norme prevedono che le compagnie offrano un rimborso a chi non riesce a riprogrammare il viaggio direttamente in aeroporto. Tuttavia, non sono previste compensazioni economiche aggiuntive.
Southwest Airlines ha chiarito che i passeggeri con voli previsti fino al 12 novembre potranno modificare gratuitamente il proprio viaggio o richiedere un rimborso, indipendentemente dall’effettiva cancellazione del volo. I collegamenti internazionali, al momento, non risulterebbero coinvolti dalla riduzione delle operazioni. Intanto, la situazione rimane incerta. Finché il Congresso non raggiungerà un accordo per rifinanziare le agenzie federali, la pressione sul sistema aeroportuale statunitense è destinata a proseguire, con possibili ulteriori disagi per milioni di viaggiatori.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?