Rassegniamoci a non avere i dati del CNR sulle anomalie termiche mensili in Italia: sul sito ufficiale dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR, infatti, da oltre un mese campeggia l’insolita scritta “I dati non sono disponibili a causa della chiusura delle attività del governo statunitense“. Lo shutdown (che tra l’altro non è deciso dal governo, bensì dal mancato accordo tra le due camere del Congresso). Fatto sta che con questa scusa, mentre gli tutti i centri di ricerca americani (!) a partire dal NOAA, pubblicano regolarmente i dati e non fermano le loro attività, l’italianissimo CNR va in pausa e non fornisce più i dati meteo.
Gli ultimi pubblicati sono quelli di agosto. Non abbiamo quelli di settembre e non avremo quelli di ottobre, guarda caso due mesi molto freschi in Italia e in Europa. Ottobre, addirittura, ha chiuso con un’anomalia inferiore a 1°C sotto la media storica del trentennio di riferimento, diventando così il mese più freddo degli ultimi sei anni rispetto alle medie storiche nel nostro Paese. Il dato arriva oggi grazie a Copernicus, che ha pubblicato nella notte tutti i dati a livello globale. E ci sono notizie molto interessanti.
Ottobre, infatti, è stato molto freddo in tutta l’Europa centro-meridionale, con anomalie mensili di -3°C sui Balcani (come abbiamo visto ieri, nel Sud della Serbia anomalie davvero notevoli!) e -2°C al Sud Italia. Caldo, invece, in Spagna e nella Penisola Scandinava. Molto freddo in Asia, soprattutto in Mongolia, Cina settentrionale e Russia orientale, con anomalie di -7°C mensili; altrettanto caldo in Canada e negli Stati Uniti centrali. Freddo in Brasile.
I dati di Copernicus
Il Copernicus Climate Change Service (C3S), il servizio europeo per il monitoraggio dei cambiamenti climatici attuato dal Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) per conto della Commissione Europea, pubblica regolarmente bollettini mensili che analizzano le variazioni delle temperature globali dell’aria e della superficie marina, dell’estensione dei ghiacci e di variabili idrologiche. Le analisi si basano principalmente sul dataset ERA5, che integra miliardi di dati provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche in tutto il mondo.
I dati di ottobre a livello globale
Ottobre 2025 è stato il terzo ottobre più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura media dell’aria di +15,14°C, pari a +0,70°C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Il mese è risultato solo leggermente più fresco rispetto agli ottobre record del 2023 e del 2024.
Rispetto all’epoca preindustriale (1850-1900), ottobre 2025 ha segnato un +1,55°C: è il primo mese dal aprile 2025 a superare nuovamente la soglia di +1,5°C, valore chiave indicato dall’Accordo di Parigi.
Il periodo di 12 mesi da novembre 2024 a ottobre 2025 mostra una temperatura media globale superiore di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Con queste condizioni, il 2025 è destinato quasi certamente a classificarsi tra il secondo e il terzo anno più caldo mai registrato, vicino al 2023 e subito sotto il 2024, attualmente l’anno più caldo in assoluto.
“Siamo entrati nel decennio in cui il limite di 1,5°C è probabile venga superato in modo stabile”, ha commentato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima al C3S. “Anche se il 2025 potrebbe non diventare l’anno più caldo, rientrerà con ogni probabilità tra i tre più caldi. La media del triennio 2023–2025 è molto vicina a superare 1,5°C, per la prima volta su un periodo di tre anni consecutivi.”
Le anomalie in Europa e nelle altre Regioni
In Europa, ottobre 2025 è stato un mese leggermente più caldo del normale, con una temperatura media di +10,19°C (+0,60°C rispetto alla media 1991-2020). Le anomalie positive più marcate si sono registrate in Fennoscandia e nel sud della Penisola Iberica, mentre in Europa sudorientale hanno prevalso temperature inferiori alla media.
Fuori dall’Europa, spiccano anomalie particolarmente elevate nelle regioni polari, soprattutto nel nord-est del Canada, nell’Oceano Artico centrale e in alcune zone dell’Antartide orientale. Al contrario, vaste aree di Russia, Mongolia e Cina nordorientale hanno sperimentato temperature ben al di sotto della media.
Temperature marine: oceani ancora molto caldi
La temperatura superficiale media degli oceani (tra 60°N e 60°S) ha raggiunto a ottobre 2025 i +20,54°C, il terzo valore più alto registrato per questo mese. Il Nord Pacifico ha continuato a mostrare condizioni eccezionalmente calde, mentre le acque del Pacifico equatoriale centrale ed orientale si sono raffreddate in modo coerente con la transizione verso una fase di debole La Niña. Temperature marittime superiori alla media sono state registrate anche nel settore europeo dell’Oceano Artico e nell’Oceano Indiano orientale.
Ghiaccio marino: estensione ridotta in Artico e Antartico
- Artico: l’estensione dei ghiacci è risultata inferiore del 12% rispetto alla media, l’ottavo valore più basso per il mese.
- Antartico: il ghiaccio marino è risultato il terzo più scarso mai registrato per un mese di ottobre, con un deficit del 6%.
Precipitazioni: surplus nel Sud-Est europeo, deficit pluviometrico in Iberia e Nord Italia
Ottobre 2025 è stato caratterizzato da piogge superiori alla media nel Sud-Est europeo, in particolare nei Balcani, in Grecia e nella Turchia occidentale. Condizioni più secche del normale hanno invece interessato gran parte della Penisola Iberica, il Nord Italia, l’Islanda e alcune aree dell’Europa nordorientale.
A livello globale si sono osservate piogge abbondanti: in Alaska, nel nord-ovest del Messico, nella penisola coreana, in parti di Cina e India, nel sud dell’Australia e in Cile meridionale. Siccità in Canada orientale, Messico nordorientale, Nord Africa, Penisola Arabica, gran parte della Russia e Australia orientale.






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