Clima, Afghanistan escluso dalla COP30: il governo talebano protesta

COP30, "l'esclusione del popolo afghano da questa conferenza contraddice i principi di giustizia climatica, cooperazione globale e solidarietà umana", sostiene l'Agenzia nazionale per la protezione ambientale

Le autorità talebane hanno espresso rammarico oggi per non essere state invitate alla COP30, la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, al via domani in Brasile, sottolineando che l’Afghanistan è uno dei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. La COP30, che si svolgerà fino al 21 novembre a Belem, dovrebbe riunire rappresentanti di decine di Paesi. A Kabul, l’Agenzia nazionale per la protezione ambientale (Nepa) ha espresso, “a nome del governo e del popolo afghano, la sua profonda preoccupazione per il fatto che, sebbene l’Afghanistan sia uno dei Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, purtroppo non abbia ricevuto un invito ufficiale”. “L’esclusione del popolo afghano da questa conferenza contraddice i principi di giustizia climatica, cooperazione globale e solidarietà umana“, ha dichiarato la Nepa.

Circa l’89% della popolazione afghana dipende dall’agricoltura e tra il 2020 e il 2025 siccità ripetute hanno aggravato la crisi idrica e alimentare.

Lo scorso anno, l’esecutivo di Kabul, attualmente riconosciuto solo dalla Russia, aveva partecipato alla COP29 come “ospite” dell’Azerbaigian, senza partecipare alle trattative ufficiali. Le autorità di Kabul sostengono che l’isolamento diplomatico non dovrebbe impedirgli di prendere parte ai negoziati sul clima.

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