Un team internazionale ha elaborato un modello matematico capace di descrivere con precisione come la temperatura influenzi organismi e processi biologici a ogni scala, dagli enzimi agli ecosistemi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, unifica oltre 30mila misurazioni di performance termica relative a circa 2.700 specie e identifica una curva universale che potrebbe ridefinire la comprensione degli impatti del riscaldamento globale sulla biodiversità. La ricerca ha analizzato dati provenienti da gruppi evolutivamente distanti, inclusi batteri, piante, insetti, rettili e pesci, mostrando che tutti gli organismi seguono lo stesso schema di risposta termica.
La curva, definita ‘Universal Thermal Performance Curve’, indica che le prestazioni biologiche aumentano progressivamente con la temperatura fino a un valore ottimale, oltre il quale il rendimento declina rapidamente. Questo comportamento è stato osservato non solo tra specie diverse, ma anche tra funzioni fisiologiche distinte, dalla velocità di nuoto degli squali al tasso di divisione cellulare nei batteri, suggerendo un vincolo comune a tutta la vita.
Secondo gli autori, l’andamento della curva implica che l’aumento delle temperature globali potrebbe ridurre significativamente la capacità di adattamento degli organismi. L’analisi mostra che, anche quando le specie variano la posizione dell’ottimale termico attraverso l’evoluzione o l’adattamento, la forma della curva resta invariata. Questo limite strutturale indica che, superata una soglia critica, il rischio di fallimento fisiologico o mortalità cresce rapidamente, con conseguenze potenzialmente diffuse per ecosistemi terrestri e marini.
Le applicazioni previste
Il modello fornisce quindi un riferimento quantitativo per prevedere la vulnerabilità biologica in scenari climatici futuri.
Il lavoro è frutto della collaborazione tra l’Università di Granada, la stazione di ecologia teorica ed empirica del Cnrs a Moulis e il Trinity College di Dublino. I ricercatori sottolineano che il modello potrà essere utilizzato per identificare eventuali eccezioni e comprendere i meccanismi che consentono ad alcune specie di tollerare meglio il calore.
Le applicazioni previste includono la valutazione delle risposte fisiologiche agli eventi estremi, la gestione della biodiversità e la previsione degli impatti sugli ecosistemi in rapido cambiamento. Il gruppo prevede ora di testare la curva universale in contesti sperimentali e di integrarla con dati climatici ad alta risoluzione.


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