Negli ultimi giorni il Sole ha deciso di farsi notare, e non in modo discreto. Secondo il nuovo modello di previsione dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), 2 espulsioni di massa coronale (CME) stanno viaggiando verso la Terra e colpiranno il nostro pianeta in rapida successione: la prima oggi, 10 novembre, e la seconda domani, 11 novembre. Questo doppio impatto è grado di generare tempeste geomagnetiche di classe G1-G2. In termini pratici, ciò significa che nelle prossime ore potremmo assistere ad aurore polari, ma anche a possibili disturbi nelle comunicazioni radio, nei satelliti e nelle reti elettriche ad alta quota.
La seconda CME è quella che preoccupa (e incuriosisce) di più gli scienziati: proviene da un’imponente eruzione solare di classe X1.8. Le eruzioni di classe X sono le più potenti nella scala delle tempeste solari e possono scagliare nello Spazio enormi quantità di plasma e particelle cariche
Cos’è una CME (Coronal Mass Ejection)
È un’enorme nube di plasma e campi magnetici che il Sole espelle nello Spazio. Quando una CME è diretta verso la Terra, può interagire con il campo magnetico terrestre e generare una tempesta geomagnetica.
Cos’è una tempesta geomagnetica (G1–G3)
Lo SWPC NOAA classifica queste tempeste in una scala da G1 (debole) a G5 (estremamente severa).
- G1: piccoli disturbi alle reti elettriche e lievi fluttuazioni nei satelliti;
- G2–G3: possono interferire con i sistemi GPS e radio, causare aurore spettacolari e mettere sotto stress alcune infrastrutture spaziali e terrestri.
L’eruzione solare di classe X1.8
Le eruzioni solari vengono classificate in base alla loro intensità in 3 grandi categorie: C (debole), M (moderata) e X (forte). L’indice numerico (come 1.8) indica la potenza all’interno della categoria: più alto è il numero, più energetica è l’eruzione. Un flare X1.8 è dunque un evento molto potente.



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