Il Vertice sul clima di Belém, in Brasile, è entrato nel suo secondo e ultimo giorno, con sessioni tematiche sulla transizione energetica, l’Accordo di Parigi, i Contributi determinati a livello nazionale (NDC) per ridurre i gas serra e il finanziamento di azioni per combattere il cambiamento climatico. Al summit, il primo a tenersi in Amazzonia, sono presenti i capi di Stato e di Governo di oltre 70 Paesi. E considerate le delegazioni guidate da Ministri o da ambasciatori, l’elenco delle presenze supera un centinaio di governi stranieri. La riunione precede la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), che si terrà dal 10 al 21 novembre, sempre a Belém.
L’obiettivo è aggiornare e rafforzare gli impegni multilaterali per affrontare l’urgenza del cambiamento climatico. In pratica, la riunione dei leader punta a dare peso politico ai negoziati che seguiranno nelle prossime due settimane della COP30.
Unione africana: “non carità ma giustizia climatica”
“L’Africa, che ospita il 40% del potenziale rinnovabile globale, riceve meno del 12% dei finanziamenti per il clima”. È quanto ha denunciato il Presidente della Commissione dell’Unione africana, Mahmoud Ali Youssouf, che intervenendo a Belém ha aggiunto: “non chiediamo la carità, ma la giustizia climatica, l’accesso equo ai finanziamenti, alla tecnologia e alle opportunità. I meno responsabili di questa crisi non devono sopportarne il fardello più pesante”. Rivolgendosi ai leader che partecipano al vertice, il Presidente Youssouf ha sottolineato che l’Africa arriva alla COP30 “con convinzione”, perché “il continente africano è un agente di trasformazione”.
“Dai campi solari agli innovatori verdi dei giovani, l’Africa sta aprendo la strada verso un futuro giusto, inclusivo e a basse emissioni di carbonio”. Dunque, ha concluso, “COP30 dovrà segnare il momento in cui il mondo è passato dalle promesse al progresso, dalla vulnerabilità alla vitalità, guidato dalla solidarietà, dalla giustizia e dalla prosperità condivisa. Il tempo delle mezze misure è finito. Ora è il momento di un’azione coraggiosa e unita”.


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