Cop30, l’Eumans a Belem: “occorre una Convenzione ONU per un carbon pricing globale”

Le parole di Marco Cappato alla COP 30 di Belem: la richiesta di una strategia chiara, insieme a ONG, associazioni e movimenti

Un prezzo minimo e globale della CO₂, redistribuzione delle risorse a sostegno delle persone più vulnerabili e investimenti concreti per proteggere le risorse naturali. E’ quello su cui Eumans, il movimento paneuropeo fondato da Marco Cappato per la democrazia e la sostenibilità, presente alla COP 30 di Belem, chiede una strategia chiara, insieme a ONG, associazioni, movimenti e rappresentanze di cittadine e cittadini. “Mentre i governi faticano a trovare un accordo politico sul clima, EUMANS è presente alla COP30 per portare avanti una proposta concreta di riforma dell’Emission Trading System europeo e di un Accordo Globale sul Prezzo del Carbonio. Il principio “chi inquina paga” è al centro dei negoziati di questa COP: oltre 55 Paesi nel mondo già applicano strumenti di carbon pricing e, secondo le stime di Equal Right, un sistema internazionale di prezzo sulle emissioni potrebbe già generare 5 trilioni di dollari l’anno. Ma resta aperta la domanda decisiva: come usare queste risorse per garantire vera giustizia climatica e sociale? Mentre molti governi si mostrano attendisti e diversi protagonisti politici non hanno partecipato ai lavori, la società civile si rivela ancora una volta la forza trainante del processo”, ha dichiarato Marco Cappato, Presidente di Eumans e Andrea Salimbeni, Coordinatore Eumans per Clima e Sostenibilità, presente a Belém.

EUMANS è arrivata a Belém insieme a Equal Right per dare voce a questa prospettiva e, nei primi giorni della COP, ha incontrato delegazioni politiche, ONG, parlamentari e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo – dall’Islanda alle Fiji, dalla Germania al Brasile – costruendo una rete internazionale pronta a sostenere un’unica proposta condivisa.

Grazie alla collaborazione con esperti, ricercatori, attivisti e policy maker, EUMANS sta ora organizzando un gruppo di lavoro internazionale con l’obiettivo di presentare nel 2026 una proposta di Convenzione ONU per istituire un sistema di Carbon Pricing globale: uno strumento capace di ridurre le emissioni, generare risorse economiche certe e restituire benefici reali alle persone.