Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è tornato oggi a Belém, sede della 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), per tentare di dare un impulso decisivo ai negoziati, in particolare sullo spinoso tema della “road map” per l’abbandono dei combustibili fossili. Il leader brasiliano, riferiscono i media locali, ha avviato una fitta agenda di incontri bilaterali. Nel mirino diplomatico di Lula i principali attori globali: dalla Cina all’India, dall’Indonesia ai Paesi latinoamericani e arabi, fino ai rappresentanti dell’Unione Europea, delle nazioni africane e dei piccoli stati insulari. L’obiettivo della diplomazia brasiliana è sottoporre a votazione già entro stasera il documento che include per la prima volta un riferimento esplicito alla necessità di un piano concreto per superare l’era del petrolio, carbone e gas.
Il testo in discussione, fortemente voluto da Lula fin dal suo discorso inaugurale della scorsa settimana, contiene anche l’impegno a triplicare i finanziamenti per l’adattamento climatico e un piano per accelerare l’attuazione degli impegni nazionali di riduzione delle emissioni. Non mancano però le resistenze, confermate apertamente oggi.
Lula aveva aperto il vertice il 6 novembre auspicando il successo di questa prima COP tenutasi in Amazzonia ma al momento la situazione, dopo quasi due settimane e a due giorni dalla conclusione, sembra essere arrivata allo stallo. È insolito che i capi di Stato, dopo aver inaugurato la COP, tornino nelle fasi finali della conferenza. Il ritorno di Lula, quindi, dà la misura dell’importanza attribuita a questa Conferenza, che dovrebbe, da calendario, concludersi venerdì 21 novembre.
I negoziatori stanno lavorando a un testo proposto dalla presidenza brasiliana che riguarda la responsabilità finanziaria dei Paesi sviluppati, l’eliminazione dei combustibili fossili e le misure commerciali unilaterali. Tuttavia, il Ministro francese per la Transizione Ecologica, Monique Barbut, ha avvertito che un accordo è ancora lontano. “No, non ci sarà una decisione dalla COP oggi. Non vedo come potrebbe accadere. Tuttavia, c’è stato qualche movimento, sì. Ma siamo ancora lontani dal raggiungerlo. Perché per noi si tratta di un pacchetto globale“, ha dichiarato il Ministro all’AFP dopo una riunione di coordinamento con i suoi omologhi europei.
La strategia brasiliana prevede di approvare prima un testo più politico e complesso, denominato “Mutirao Mundial” (Mutirao Mondiale), alludendo a un termine indigeno che significa discussione comune, e poi votare le misure rimanenti venerdì. Secondo le regole della Convenzione ONU sul clima, il consenso tra i 194 Paesi membri dell’Accordo di Parigi e l’Unione Europea è necessario per l’adozione di qualsiasi testo.


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