Dal Rio Branco alla COP30: come i satelliti aiutano a proteggere l’Amazzonia

Osservare la Terra per salvare il clima: l’immagine del Rio Branco prima della COP30

In vista della 30ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), che si terrà a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre, l’immagine a corredo dell’articolo, pubblicata dall’Agenzia Spaziale Europea, mostra il fiume Branco e le foreste circostanti nello Stato brasiliano di Roraima. È stata catturata dalla costellazione Hawk for Earth Observation (HEO) di IRIDE, lanciata all’inizio di quest’anno. Il fiume Branco, o Rio Branco, nasce a Nord dell’area raffigurata, vicino alla città di Boa Vista, e scorre verso Sud/Ovest per 775 km prima di unirsi al Rio Negro, un importante affluente del Rio delle Amazzoni.

Nonostante il nome, che significa “fiume bianco”, l’immagine a falsi colori del 30 settembre 2025 mostra il Rio Branco in nero. Il canale del vicino infrarosso della costellazione HEO, utilizzato per elaborare questa immagine, fa apparire l’acqua in blu scuro o nero e mette in risalto la vegetazione in rosso vivo.

fiume branco brasile
Credit IRIDE

Questa combinazione di bande è stata utilizzata per aiutarci a distinguere meglio le aree vegetate da quelle non vegetate. Numerose chiazze in varie tonalità di marrone sono chiaramente visibili, in particolare sulla sinistra dell’immagine, e indicano le aree in cui la vegetazione è stata disboscata.

Foreste ed ecosistemi in tutto il mondo vengono distrutti o danneggiati a un ritmo allarmante. Questo è motivo di grande preoccupazione perché svolgono un ruolo cruciale nel clima globale e ospitano un’enorme varietà di biodiversità. Più di un terzo di tutte le specie del mondo vive nella foresta pluviale amazzonica. Ispirare la comunità internazionale ad agire in modo più rapido e ambizioso sui cambiamenti climatici è un tema centrale della COP30. Come negli anni precedenti, l’ESA parteciperà per sottolineare il valore delle osservazioni spaziali e per discutere di come i dati spaziali possano supportare gli impegni assunti alla COP.

Grazie alla loro esclusiva visuale dallo Spazio, i satelliti per l’osservazione della Terra sono fondamentali per il monitoraggio e la protezione degli ecosistemi. Non solo le informazioni satellitari evidenziano le aree di vulnerabilità documentando l’entità delle perdite e dei danni, ma supportano anche dati scientifici fruibili per influenzare e ispirare le politiche climatiche globali.

La costellazione HEO, che ha acquisito questa immagine, è composta da 7 satelliti, dotati di strumenti ottici multispettrali per fornire immagini con una risoluzione di 2,7 m. HEO è la prima costellazione della missione italiana di osservazione della Terra IRIDE , progettata per fornire dati satellitari per un’ampia gamma di servizi ambientali, di emergenza e di sicurezza.

Coordinato dall’ESA con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, il programma IRIDE prevede il dispiegamento di 6 costellazioni satellitari. La seconda costellazione prevista è Eaglet II, il cui lancio è previsto tra pochi giorni.