Nonostante l’assenza di un nuovo, grande accordo globale sul clima, la Conferenza delle Parti (COP30) tenutasi alle porte della Foresta Amazzonica, i cui lavori si sono aperti ieri lunedì 10 novembre 2025, ha visto il Brasile rilanciare la diplomazia climatica puntando su una serie di impegni concreti e volontari da parte degli Stati. Gli annunci principali toccano temi cruciali, dal finanziamento della conservazione forestale alla riduzione delle emissioni di metano.
Un fondo per preservare le foreste
L’iniziativa più emblematica è il lancio del Fondo per il Finanziamento delle Foreste Tropicali (TFFF). Questo meccanismo innovativo intende invertire la logica economica che rende la deforestazione più redditizia della conservazione, offrendo pagamenti agli Stati per ogni ettaro di foresta primaria preservato.
Il TFFF ha già raccolto oltre 5 miliardi di dollari in promesse, a fronte dei 10 miliardi che mira a mobilitare nel primo anno. Contributi significativi provengono da Brasile (1 miliardo), Indonesia (1 miliardo) e Norvegia (3 miliardi, condizionali). L’obiettivo è supportare i Paesi tropicali più poveri, dove si concentra la maggior parte delle foreste mondiali. Tuttavia, l’iniziativa non è esente da critiche: organizzazioni come la Rainforest Action Network temono che, senza una regolamentazione rigorosa, il fondo possa non riuscire a bloccare i flussi finanziari diretti alle industrie più inquinanti.
L’offensiva contro il metano
Un’altra area di focus è il metano, il secondo gas serra più importante dopo la CO₂. Generato da allevamenti, risaie e, in modo significativo, da fughe nel settore dei combustibili fossili, il metano offre il modo più rapido per rallentare il riscaldamento globale.
Sette Paesi, tra cui Francia, Germania, Regno Unito e Canada, hanno concordato di ridurre quasi a zero le emissioni di metano legate alle energie fossili. Parallelamente, il Brasile e il Regno Unito hanno lanciato un programma triennale con un budget di 150 milioni per ridurre i superinquinanti nei Paesi in via di sviluppo, con l’obiettivo di coinvolgerne 30 entro il 2030. Un’ulteriore partnership tra il Global Methane Hub (GMH) e il Global Green Growth Institute (GGGI) mira a mobilitare 400 milioni per accelerare la riduzione nei Paesi in via di sviluppo, con il Messico, la Nigeria e il Senegal tra i primi a sperimentare il piano.
Biocarburanti sostenibili: l’impegno a quadruplicare
Infine, i leader di 19 nazioni hanno firmato una dichiarazione per accelerare la transizione verso i carburanti sostenibili, mirando a quadruplicarne l’uso entro il 2035 rispetto al 2024. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da gas e petrolio attraverso un maggiore ricorso a idrogeno, biogas e biocarburanti. Sebbene l’iniziativa sia promossa come un passo avanti, la rete Climate Action Network avverte che i carburanti promossi, come le bioenergie, potrebbero ricoprire solo un ruolo “marginale” nella transizione energetica, e sollevano preoccupazioni sull’impatto di alcuni carburanti di origine vegetale sull’uso del suolo.


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