Energia Nucleare, il ministro Pichetto Fratin: “l’Italia non può farne a meno”

Il ministro dell’Ambiente spinge per un quadro normativo completo entro i prossimi anni: “Abbiamo competenze alte, non possiamo permetterci altri ritardi”

Al Festival “Bergamo Città Impresa”, questa mattina il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha ribadito la necessità di preparare l’Italia a un ritorno al nucleare come componente del mix energetico del futuro. Secondo il ministro, il compito del governo e del legislatore è definire sin da ora un quadro giuridico e regolatorio chiaro, affinché il Paese sia pronto quando le nuove tecnologie nucleari – come la fissione avanzata e i piccoli reattori modulari di terza generazione – saranno disponibili nei prossimi 3-5 anni.

Non possiamo trovarci tra qualche anno a dire che manca il quadro normativo, l’agenzia di controllo o le procedure di valutazione,” ha spiegato. “Nonostante quarant’anni senza produzione nucleare, l’Italia ha mantenuto competenze tecniche elevatissime grazie alle proprie imprese, che sono tra le più avanzate al mondo nel settore”. Pichetto Fratin ha collegato la scelta sul nucleare all’obiettivo già fissato di raggiungere entro il 2030 i 131 gigawatt da fonti rinnovabili. Il ritorno all’energia atomica, secondo il ministro, non sostituirebbe le rinnovabili, ma andrebbe a integrarle per garantire stabilità e sicurezza energetica. Il ministro ha inoltre criticato il sistema europeo ETS di scambio delle quote di emissione, ritenendolo in alcuni casi controproducente: “Doveva scoraggiare l’uso di fossili, ma ha contribuito a far aumentare il costo dell’energia. Il risultato? In molte zone alpine si torna a scaldarsi a legna, non per mezz’ora come i nostri nonni, ma per necessità. È un autogol”.

Guardando allo scenario internazionale, Pichetto Fratin ha sottolineato come, nonostante il ricorso ancora massiccio ai combustibili fossili, gli Stati Uniti stiano investendo con decisione nelle nuove tecnologie energetiche e nel nucleare di nuova generazione: “Non possiamo restare indietro”. Il ministro ha concluso con una riflessione personale: “Il dovere di chi governa oggi è creare condizioni perché le future generazioni vivano in un Paese ricco e competitivo. Dobbiamo coltivare ogni iniziativa tecnologica e scientifica che possa rispondere ai bisogni del domani”.