Gelo record negli USA, dal caldo estivo al freddo artico in poche ore: milioni sotto zero

Il quadro complessivo mostra un’America divisa tra estremi meteorologico: gelo e neve a Est, piogge torrenziali a Ovest. La situazione

Una massa d’aria artica di proporzioni eccezionali ha travolto il Sud/Est degli Stati Uniti, portando con sé un gelo improvviso e diffuso che ha sorpreso milioni di residenti abituati a un clima ancora quasi estivo. Nella mattina di martedì ora locale, oltre 18 milioni di persone tra Alabama, Georgia e Florida si sono risvegliate sotto un “freeze warning”, un’allerta per temperature sotto lo zero che in alcune zone ha battuto record risalenti a quasi mezzo secolo fa. Nel giro di poche ore, città che nei giorni precedenti registravano massime superiori ai 25°C si sono ritrovate con valori invernali, in un ribaltamento tanto brusco quanto raro. La repentina ondata di freddo, spintasi fin quasi ai tropici, ha dato vita a scenari insoliti: vegetazione subtropicale coperta di brina, turisti infreddoliti nei parchi a tema di Orlando, e perfino iguane che cadono dagli alberi, paralizzate dal freddo in una sorta di ibernazione temporanea. Mentre nel Sud/Est si affrontava il gelo, il Nord/Est e la fascia dei Grandi Laghi venivano sepolti dalla prima grande nevicata della stagione, con accumuli fino a 20 cm. All’estremo opposto del Paese, la California si prepara invece a un’ondata di piogge torrenziali dovute a un potente “fiume atmosferico” in arrivo dal Pacifico.

Dal caldo estivo al gelo artico in poche ore

Il brusco calo termico ha avuto origine nelle Northern Plains, dove nel fine settimana si sono registrati venti gelidi e nevicate intense. La massa d’aria artica si è poi spostata verso Est e Sud/Est, travolgendo in poche ore territori che fino a pochi giorni fa godevano di temperature comprese tra i 21°C e i 27°C.

A Jacksonville, in Florida, si è toccato un minimo di -2°C, battendo il precedente record del 1977. Nella stessa mattina, in molte località della Florida settentrionale i termometri sono scesi sotto i 4°C, una soglia critica non solo per le persone ma anche per la fauna locale.

Le iguane cadono dagli alberi

Con l’arrivo del gelo, la Florida ha emesso un curioso ma ormai noto “falling iguana advisory”, l’avviso di “caduta iguane”. Quando le temperature scendono sotto i 40°F (circa +4°C), questi rettili a sangue freddo entrano in una sorta di torpore: il loro metabolismo rallenta fino quasi a fermarsi, rendendoli incapaci di muoversi.

Il loro sistema si spegne temporaneamente per sopravvivere,. Non sono abituate a questo tipo di freddo e, quando accade, si paralizzano e cadono dagli alberi. Un fenomeno tanto singolare quanto innocuo: gli animali si “risvegliano” una volta quando la temperatura risale.

Il freddo colpisce anche i turisti e l’agricoltura

I visitatori dei parchi a tema di Orlando si sono ritrovati a indossare giacche e cappelli invernali, mentre a Miami e Fort Lauderdale le temperature mattutine sono scese sotto i +10°C. Sebbene gli esperti del settore agricolo non abbiano ancora segnalato danni significativi, permane la preoccupazione per le coltivazioni più sensibili, in particolare gli agrumi e le verdure a foglia, con un’altra notte di gelo prevista prima del ritorno a condizioni più miti.

Nevicate intense nel Nord/Est e nei Grandi Laghi

Mentre il Sud affronta il gelo, il Nord/Est e l’area dei Grandi Laghi si trovano sotto la prima vera nevicata della stagione. In West Virginia, un sottile strato di neve e ghiaccio ha causato decine di incidenti stradali. In Michigan, Ubly ha registrato quasi 20 cm di neve, mentre il vento ha abbassato ulteriormente la temperatura percepita.

Buffalo, Syracuse e Rochester (New York) si sono svegliate sotto un “winter weather advisory”, con accumuli tra 5 e 15 cm. Nella Tug Hill Plateau, zona tradizionalmente più nevosa, sono caduti fino a 23 centimetri di neve.

In California allerta per piogge torrenziali

Sul fronte opposto del Paese, la costa Ovest si prepara a un evento opposto ma altrettanto estremo: un “fiume atmosferico” in arrivo sul Pacifico porterà piogge intense e neve sulle montagne della Sierra Nevada. Le precipitazioni, previste tra mercoledì e giovedì, mettono in allerta oltre 21 milioni di californiani, con rischio di inondazioni improvvise, smottamenti e colate di fango nelle aree recentemente colpite da incendi.