L’US Air Force ha condotto un test di lancio di un missile balistico intercontinentale Minuteman III non armato dalla Vandenberg Space Force Base, in California. L’operazione, denominata Glory Trip 254, rientra nelle attività di routine finalizzate a verificare le prestazioni del sistema missilistico e raccogliere dati utili a garantirne l’affidabilità e la precisione. La notizia arriva mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha più volte ventilato l’ipotesi di riprendere i test nucleari, sostenendo che Cina, Russia, Corea del Nord e Pakistan stiano continuando a effettuare prove sotterranee.
La componente terrestre dell’arsenale nucleare statunitense si basa proprio sugli LGM-30G Minuteman III, missili collocati in silos sotterranei distribuiti tra Wyoming, Montana e North Dakota e gestiti dall’Air Force Global Strike Command. Il Minuteman III può trasportare una singola testata nucleare e raggiungere bersagli fino a circa 13.000 chilometri di distanza. Nei prossimi anni verrà gradualmente sostituito dal nuovo LGM-35A Sentinel, il cui dispiegamento è previsto a partire dall’inizio degli anni 2030.
Le reazioni
“La GT 254 non è semplicemente un lancio, ma una valutazione completa per verificare e convalidare la capacità del sistema ICBM di svolgere la sua missione critica”, ha dichiarato il tenente colonnello Karrie Wray in un comunicato diffuso dalla US Space Force. “I dati raccolti durante il test sono fondamentali per assicurare la continua affidabilità e precisione di questo sistema d’arma”.
Il test si inserisce nell’ambito della strategia del triade nucleare americana, composta da missili basati a terra, sottomarini con capacità balistica e bombardieri strategici. Questo approccio, concepito per garantire capacità di risposta anche in caso di attacco, rimane uno dei pilastri della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

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