Un team di ricercatori guidato da Abdallah Zaki dell’Università del Texas ad Austin ha mappato gli antichi sistemi fluviali che hanno modellato la superficie di Marte primordiale, offrendo preziosi indizi sul suo potenziale abitabile. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha analizzato valli, canyon, laghi e fiumi deposizionali precedentemente mappati, ricostruendo la rete di drenaggio del periodo Esperiano Inferiore, circa 3,7 miliardi di anni fa. I risultati hanno identificato 16 grandi sistemi di drenaggio interconnessi, che occupavano circa il 5% della superficie marziana. Nonostante l’estensione limitata rispetto alla Terra, dove i fiumi coprono circa il 44% del territorio, questi sistemi generavano circa il 42% del volume totale di sedimenti fluviali del pianeta. Le zone rimanenti erano modellate da piccoli sistemi disconnessi.
Secondo i ricercatori, questi antichi corsi d’acqua avrebbero creato un mosaico di microambienti potenzialmente abitabili. La scoperta è fondamentale per comprendere i processi idrogeologici di Marte, un pianeta senza tettonica a placche, evidenziando come, anche in assenza di dinamiche simili a quelle terrestri, i fiumi marziani siano riusciti a plasmare vaste aree sedimentarie e a creare condizioni favorevoli alla vita primordiale.


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