Idrologia, osservazione della Terra e innovazione spaziale: conto alla rovescia per il lancio di HydroGNSS, IRIDE e ICEYE

HydroGNSS, IRIDE e ICEYE non sono solo satelliti: sono strumenti per comprendere meglio il nostro pianeta e proteggere le comunità che lo abitano

Il 20 novembre 2025 la missione europea HydroGNSS, insieme ai satelliti italiani della missione IRIDE e ai radar greci ICEYE, sarà lanciata a bordo di un razzo Falcon 9. L’appuntamento è alle 19:18 ora italiana e rappresenta non solo un evento tecnologico, ma anche una significativa occasione scientifica per studiare fenomeni critici come i cambiamenti climatici, la gestione delle risorse idriche e la protezione dell’ambiente. Questa finestra di lancio è il risultato di anni di collaborazione tra agenzie spaziali europee e nazionali, istituti di ricerca e aziende private, e riflette l’impegno crescente verso missioni satellitari che coniughino tecnologia avanzata e finalità di utilità pubblica. I satelliti che verranno lanciati rappresentano una nuova generazione di osservatori della Terra: strumenti in grado di monitorare il ciclo idrologico, i fenomeni atmosferici, le condizioni degli oceani e delle foreste, offrendo dati cruciali per la protezione civile, la pianificazione ambientale e la mitigazione dei rischi climatici.

HydroGNSS: alla ricerca dell’acqua sulla Terra

HydroGNSS, parte del programma FutureEO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è una missione composta da due microsatelliti gemelli progettati per monitorare il ciclo idrologico globale, uno degli indicatori più critici dei cambiamenti climatici. Il progetto si concentra su quattro parametri chiave:

  • umidità del suolo;
  • inondazioni e zone umide;
  • stato di congelamento/scongelamento,
  • biomassa fuori terra.

Questi parametri rientrano tra le Essential Climate Variables (ECV), fondamentali per valutare i rischi climatici e supportare applicazioni che spaziano dalla previsione meteorologica alla gestione delle alluvioni, dal monitoraggio delle zone umide al calcolo del carbonio stoccato nelle foreste e nei permafrost. Come prodotti secondari, HydroGNSS misurerà anche la velocità del vento sugli oceani e l’estensione dei ghiacci marini.

Il principio di funzionamento si basa sulla GNSS reflectometry, una tecnica innovativa che utilizza segnali provenienti dai satelliti di navigazione globale come Galileo e GPS. Questi segnali, trasmessi verso la Terra, vengono riflessi dalla superficie terrestre e modificati dalle caratteristiche fisiche del terreno, del ghiaccio, degli oceani o della vegetazione. Analizzando le differenze tra i segnali diretti e quelli riflessi, HydroGNSS può ricavare dati precisi sul ciclo idrico del pianeta. I due satelliti saranno in orbita a circa 550 km dalla Terra, separati di 180 gradi.

IRIDE: l’Italia rafforza le proprie costellazioni osservative

La missione italiana IRIDE lancia i satelliti della seconda costellazione, Eaglet II, progettata per fornire servizi al settore pubblico attraverso dati di osservazione della Terra. Ogni satellite della costellazione è dotato di strumenti ottici multispettrali ad alta risoluzione e di un sistema Automatic Identification System (AIS). Il principale contractor è OHB Italia.

Eaglet II è la 2ª di 6 costellazioni IRIDE, dopo la prima, Hawk for Earth Observation (HEO), lanciata all’inizio dell’anno. I dati raccolti supporteranno la realizzazione di mappe, servizi di monitoraggio e analisi multi-temporali, con applicazioni concrete per le autorità pubbliche italiane e la protezione civile. Il programma è coordinato dall’ESA con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

ICEYE e il programma spaziale greco

Infine, 2 nuovi satelliti radar ad alta risoluzione di ICEYE saranno i primi a essere lanciati nell’ambito del National Small Satellite Programme della Grecia. L’obiettivo del programma è potenziare le capacità satellitari del Paese, favorire innovazione e occupazione, sostenere la crescita economica e rafforzare la gestione dei disastri, il monitoraggio ambientale e la sicurezza nazionale. La gestione del progetto è affidata all’Hellenic Space Center e al Ministero greco della Digital Governance, con il supporto dell’ESA nella realizzazione dei satelliti.

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