Quattordici anni fa, il 26 novembre 2011, dal Kennedy Space Center in Florida decollava la missione che avrebbe cambiato il nostro modo di osservare Marte: il lancio del rover Curiosity, parte del programma NASA Mars Science Laboratory. A bordo di un potente razzo Atlas V, il veicolo iniziò un viaggio di oltre 8 mesi che lo avrebbe portato a toccare il suolo marziano nell’agosto 2012, inaugurando una nuova stagione di esplorazione planetaria. Curiosity, grande quanto un’automobile e dotato di strumenti scientifici all’avanguardia, aveva un obiettivo chiaro: scoprire se Marte avesse mai ospitato condizioni favorevoli alla vita. Le sue analisi del suolo e delle rocce nel cratere Gale portarono alla scoperta di antichi letti fluviali, minerali argillosi e tracce di un passato geologico complesso, confermando che il pianeta rosso fu un tempo molto più simile alla Terra di quanto si pensasse.
Oggi, mentre missioni più recenti come Perseverance e i droni dimostrativi ampliavano le capacità di esplorazione, Curiosity continua a operare, nonostante l’età, come uno dei rover più longevi mai inviati nello Spazio.


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