Il 26 novembre 2018 la sonda InSight atterra su Marte

InSight ha registrato per la prima volta in modo chiaro i terremoti marziani, permettendo agli scienziati di ricostruire la struttura interna del pianeta

Sette anni fa, il 26 novembre 2018, la sonda InSight della NASA completava con successo il suo delicatissimo atterraggio su Marte, aprendo una nuova fase nello studio del Pianeta Rosso. A differenza dei rover più recenti, InSight non era progettata per muoversi: la sua missione consisteva nel trasformare un singolo punto del suolo marziano in un laboratorio geofisico, capace di “ascoltare” il pianeta dall’interno. Atterrata nella piana di Elysium Planitia, una regione scelta per la sua stabilità e sicurezza, la sonda iniziò a dispiegare i suoi strumenti, tra cui il sismometro SEIS, fornito principalmente dall’Agenzia Spaziale Francese. Proprio grazie a quel sensibile apparato, InSight registrò per la prima volta in modo chiaro i “marsquakes”, i terremoti marziani, permettendo agli scienziati di ricostruire la struttura interna del pianeta: crosta, mantello e nucleo.

Nel corso degli anni, la missione ha offerto dati fondamentali sulla geologia profonda di Marte, fornendo indizi preziosi per comprendere l’evoluzione dei pianeti rocciosi del Sistema Solare. Anche dopo la cessazione delle operazioni nel 2022, causata dall’accumulo di polvere sui pannelli solari, l’eredità scientifica di InSight rimane enorme.