Il 28 novembre 1964 la NASA compiva un passo decisivo nell’esplorazione del Sistema Solare: dal Launch Complex 12 di Cape Canaveral partiva la sonda Mariner 4, terza del programma Mariner diretta verso Marte. Oggi quell’avvenimento conserva un valore simbolico straordinario, soprattutto alla luce dell’attuale rinnovata corsa al Pianeta Rosso. Il lancio non era scontato. Il precedente tentativo, con Mariner 3, era fallito poche settimane prima a causa di un malfunzionamento del guscio protettivo. Mariner 4 rappresentava quindi un secondo, cruciale tentativo per gli Stati Uniti. La sonda, del peso di poco più di 250 kg, iniziò un viaggio interplanetario durato oltre 7 mesi, culminato il 14 luglio 1965, quando sorvolò Marte a circa 9.800 km di distanza.
In quell’occasione inviò a Terra 21 immagini, le prime fotografie ravvicinate mai ottenute del pianeta. Quelle immagini, sebbene oggi appaiano rudimentali rispetto agli standard moderni, segnarono una svolta: mostrarono un mondo freddo, craterizzato e molto diverso dalle ipotesi allora diffuse su possibili forme di vita marziane.


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