Il 4 novembre 1922, esattamente 103 anni fa, l’archeologo britannico Howard Carter fece una delle scoperte più straordinarie della storia: l’ingresso intatto della tomba di Tutankhamon, nella Valle dei Re, in Egitto. Dopo anni di ricerche finanziate dal nobile inglese Lord Carnarvon, Carter individuò una scalinata nascosta sotto la sabbia che conduceva a una porta sigillata con i cartigli reali del giovane faraone. Quel ritrovamento, destinato a entrare nella leggenda, segnò una svolta epocale per l’archeologia e per la conoscenza dell’antico Egitto. Quando, pochi mesi dopo, la tomba fu aperta, gli studiosi rimasero stupefatti: all’interno giaceva un tesoro inestimabile, rimasto intatto per oltre tremila anni, gioielli, statue, carri, e soprattutto il celebre sarcofago d’oro che custodiva la mummia di Tutankhamon.
La scoperta suscitò un’enorme attenzione mondiale, alimentando fascino e mistero, anche a causa delle voci sulla “maledizione del faraone” che colpì alcuni membri della spedizione.


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