Nella fredda notte del 5 novembre 1605 l’Inghilterra si risvegliò sull’orlo di una catastrofe. Un complotto ordito da un gruppo di cattolici inglesi intendeva distruggere con un’esplosione il cuore del potere protestante: il Palazzo di Westminster, sede del Parlamento e simbolo del dominio della Chiesa anglicana. A vegliare accanto a 36 barili di polvere da sparo, nascosti in una cantina sotto la Camera dei Lord, c’era un uomo destinato a diventare leggenda: Guy Fawkes, soldato di ventura, veterano delle guerre nelle Fiandre e fervente cattolico. La sua cattura, avvenuta poco dopo la mezzanotte, sventò quello che sarebbe potuto essere uno degli attentati più devastanti della storia d’Europa.
Un Paese lacerato dalle tensioni religiose
Per comprendere la congiura, occorre tornare all’Inghilterra del primo Seicento. Dopo la scissione voluta da Enrico VIII e l’instaurazione della Chiesa anglicana, i cattolici vivevano sotto una crescente persecuzione. Le leggi penali li escludevano da cariche pubbliche, imponevano pesanti tasse e punivano severamente chi rifiutava di assistere ai riti protestanti.
L’ascesa al trono di Giacomo I Stuart, nel 1603, aveva acceso inizialmente una speranza di tolleranza. Tuttavia, le aspettative si infransero presto: il nuovo sovrano non solo mantenne le restrizioni, ma inasprì la repressione. In questo clima di delusione e oppressione nacque il progetto del Gunpowder Plot, la Congiura delle Polveri, ideato da Robert Catesby, carismatico gentiluomo cattolico di antica nobiltà.
Il complotto: 36 barili per cambiare la storia
Il piano, concepito nella primavera del 1604, prevedeva di far esplodere il Parlamento durante l’apertura solenne del 5 novembre 1605, alla presenza del re, della famiglia reale, dei Lord e dei Comuni: un colpo solo per decapitare l’intero governo protestante. Guy Fawkes, esperto di esplosivi grazie alla sua esperienza militare in Spagna, fu scelto come esecutore materiale. Gli attentatori affittarono una cantina sotto il Parlamento e vi immagazzinarono 36 barili di polvere da sparo, nascosti sotto mucchi di carbone e legna.
Il complotto, tuttavia, cominciò a scricchiolare alla vigilia dell’attentato. Una lettera anonima, inviata a Lord Monteagle – un nobile cattolico sospettato di simpatizzare con la causa – lo avvertiva di non presentarsi alla seduta del Parlamento. Il messaggio fu recapitato al segretario di Stato e, nella notte tra il 4 e il 5 novembre, Sir Thomas Knyvet, giudice di pace, perquisì gli scantinati del Parlamento, trovando Fawkes pronto ad accendere la miccia.
Arresto, tortura e condanna
Guy Fawkes fu arrestato e condotto nella Torre di Londra, dove, dopo giorni di torture, rivelò i nomi dei complici. Catesby e altri cospiratori tentarono la fuga, ma vennero uccisi in uno scontro a fuoco a Holbeche House, nello Staffordshire.
Il processo si concluse il 27 gennaio 1606. Fawkes e i superstiti furono condannati a morte per alto tradimento. Il 31 gennaio, davanti a una folla enorme, Guy Fawkes venne impiccato, sventrato e squartato, la tipica esecuzione riservata ai traditori. Si racconta che, poco prima del supplizio, Fawkes si gettò dal patibolo, rompendosi il collo per evitare l’agonia della tortura.
Dalla condanna alla celebrazione
Il re e il Parlamento decretarono che il 5 novembre diventasse una giornata di ringraziamento nazionale. Da allora, ogni anno, gli inglesi accendevano falò e bruciavano fantocci di Guy Fawkes, gridando “God save the King!”. Nacque così la Bonfire Night, tradizione popolare che si è evoluta nei secoli, mantenendo vivo il ricordo dell’attentato.
Col passare del tempo, la figura di Fawkes cambiò di significato. Nel Novecento, gli storici e i movimenti politici iniziarono a reinterpretarlo non più come un terrorista, ma come un simbolo di opposizione al potere e alla tirannia.
Il volto che non si dimentica: da Guy Fawkes a “V”
La trasformazione definitiva avvenne con la pubblicazione, negli anni ’80, della graphic novel “V for Vendetta” di Alan Moore e David Lloyd, e con il film omonimo del 2005. Il protagonista, “V”, indossa una maschera di Guy Fawkes mentre combatte un regime totalitario nella Londra del futuro. La sua iconica frase, “le idee sono a prova di proiettile”, ha fatto il giro del mondo.
Da allora, la maschera di Fawkes è divenuta simbolo universale di resistenza: dal movimento Anonymous alle proteste per la libertà di parola, fino alle manifestazioni contro la sorveglianza digitale.
Il potere della memoria
Oggi, 5 novembre 2025, Londra celebra ancora la Bonfire Night con fuochi d’artificio e spettacoli sul Tamigi. Accanto ai festeggiamenti, risuona anche una riflessione più profonda: come ricordare un uomo che tentò un atto di distruzione per un ideale di libertà?
Forse la risposta sta nella doppia eredità di Guy Fawkes: quella storica, che ammonisce contro il fanatismo, e quella simbolica, che continua a ispirare la lotta contro ogni forma di oppressione.
“Ricorda il 5 novembre”, non solo come un avvertimento, ma come un invito a non dimenticare mai che la libertà, oggi come 4 secoli fa, resta una miccia accesa.


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