Il 5 novembre 1964 il sogno marziano di Mariner 3, la missione che aprì la strada allo Spazio profondo

Oggi Mariner 3 è ricordata non come un insuccesso, ma come una pietra miliare dell’esplorazione interplanetaria

Sessantuno anni fa, il 5 novembre 1964, dalla base di Cape Canaveral partiva Mariner 3, la seconda sonda diretta verso Marte e la prima del programma americano concepita per studiare da vicino il Pianeta Rosso. Fu un lancio carico di speranza in piena corsa allo Spazio, quando Stati Uniti e Unione Sovietica si contendevano il primato tecnologico e simbolico oltre l’atmosfera terrestre. Mariner 3, lanciata da un razzo Atlas-Agena, avrebbe dovuto compiere un viaggio di circa 8 mesi per sorvolare Marte e raccogliere immagini e dati sulla sua superficie. Tuttavia, pochi minuti dopo il decollo, un guasto al rivestimento protettivo della sonda impedì l’apertura dei pannelli solari: la sonda rimase senza energia e cessò ogni comunicazione dopo otto ore di volo. Nonostante il fallimento, la missione segnò un passo decisivo. Solo 3 settimane dopo, la Mariner 4 ripeté il tentativo con successo, inviando nel luglio 1965 le prime, storiche immagini ravvicinate di Marte.

Oggi Mariner 3 è ricordata non come un insuccesso, ma come una pietra miliare dell’esplorazione interplanetaria: la prima, fragile scintilla del lungo cammino che ha portato l’umanità a sognare di camminare su Marte.