Il gigante fermato dalle nuvole, Marte deve attendere: il 2° volo di New Glenn ostacolato da meteo e burocrazia

New Glenn attende la nuova finestra di lancio: la missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) è il cuore scientifico dell'avventura

Un cielo troppo turbolento ha fermato, almeno per ora, uno dei lanci più attesi dell’anno. Il colossale New Glenn, il razzo di nuova generazione di Blue Origin, avrebbe dovuto solcare i cieli della Florida domenica 9 novembre per portare in orbita le sonde gemelle della missione NASA ESCAPADE, destinate a studiare l’atmosfera di Marte. Una combinazione di maltempo e complicazioni amministrative ha imposto uno stop improvviso a quella che doveva essere una giornata storica per l’azienda fondata da Jeff Bezos. Il lancio non rappresentava solo una tappa importante per la NASA, che torna verso il Pianeta Rosso dopo 5 anni, ma anche un banco di prova cruciale per Blue Origin, che punta a imporsi nel competitivo mercato dei vettori spaziali di grande capacità, dominato finora da SpaceX. Con New Glenn, un razzo imponente alto quasi 100 metri, l’azienda ambisce a entrare stabilmente nel ristretto club dei protagonisti del trasporto spaziale orbitale e interplanetario, con l’obiettivo di sostenere in futuro missioni lunari e marziane, sia robotiche sia umane.

Il rinvio, dovuto principalmente alle severe regole meteorologiche di sicurezza imposte per i lanci in presenza di nubi temporalesche, è arrivato a poche ore dall’atteso decollo dalla storica rampa 36 del Cape Canaveral Space Force Station. Dietro il ritardo si nasconde anche una complessa vicenda di burocrazia federale e tensioni politiche: con l’imminente entrata in vigore di nuove restrizioni sui voli commerciali durante lo shutdown del governo, Blue Origin ha dovuto trattare direttamente con la Federal Aviation Administration (FAA) per ottenere il permesso a un nuovo tentativo di lancio.

Un rinvio per colpa delle nuvole

Il razzo era pronto a partire in una finestra di lancio di 88 minuti, ma le condizioni atmosferiche si sono rivelate troppo instabili. La cosiddetta “cumulus cloud rule“, che vieta i lanci in presenza di nubi in grado di generare scariche elettriche, ha fatto scattare la sospensione delle operazioni. “Il lancio di oggi è stato annullato a causa del meteo, in particolare per la regola delle nubi cumuliformi“, ha spiegato Tabitha Lipkin, portavoce di Blue Origin, durante la diretta streaming ufficiale. “Stiamo valutando le prossime opportunità di lancio in base alle previsioni“.

La nuova finestra utile è fissata non prima di mercoledì 12 novembre, tra le 14:50 e le 16:17 ora locale (19:50 – 21:17 UTC). Il nuovo tentativo sarà trasmesso in diretta da Blue Origin, con una copertura live a partire da 20 minuti prima del decollo.

Quando la politica arriva in orbita

Se il maltempo è un ostacolo noto, molto più insolito è lo scenario burocratico che circonda la missione. A causa del parziale shutdown del governo federale, la FAA ha annunciato un blocco temporaneo dei lanci commerciali diurni, per ridurre il carico di lavoro dei controllori di volo, molti dei quali stanno operando senza retribuzione. Questa misura, pensata per garantire la sicurezza del traffico aereo civile, rischiava di lasciare New Glenn a terra fino alla riapertura dell’amministrazione. Per evitarlo, Blue Origin ha negoziato un’esenzione speciale, in collaborazione con la NASA e la Space Launch Delta 45, la divisione della Space Force che supervisiona le operazioni di lancio sulla costa orientale della Florida.

Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner della NASA e con la FAA per rispettare gli standard di sicurezza e, al contempo, raggiungere gli obiettivi della missione“, ha dichiarato Laura Maginnis, vicepresidente per la gestione delle missioni New Glenn.

ESCAPADE: 2 sonde per svelare i segreti del vento solare

La missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) è il cuore scientifico di questa avventura. Si tratta di 2 orbiter identici, costruiti dalla società Rocket Lab e coordinati da un team dell’Università della California, Berkeley, con l’obiettivo di comprendere come il vento solare e le particelle cariche abbiano progressivamente eroso l’atmosfera marziana, trasformando un pianeta forse un tempo umido e temperato nel deserto freddo e secco che conosciamo oggi.

Con un budget inferiore agli 80 milioni di dollari, ESCAPADE rappresenta una nuova filosofia di esplorazione spaziale: missioni leggere, rapide da costruire e più economiche, che sfruttano la flessibilità e l’innovazione delle aziende private per ottenere risultati scientifici di alto livello a costi contenuti.

Oltre alle sonde marziane, New Glenn trasporterà anche un esperimento di telecomunicazioni per ViaSat, nell’ambito del NASA Communications Services Project, volto a sperimentare tecnologie di trasmissione dati più efficienti per le future missioni interplanetarie.

Il gigante di Bezos alla prova del riutilizzo

Il lancio di ESCAPADE sarà solo la 2ª missione del razzo New Glenn, dopo il debutto avvenuto nel gennaio 2025. Alto 98 metri e capace di sollevare decine di tonnellate in orbita, New Glenn è progettato per competere con i grandi vettori del futuro e per riutilizzare il primo stadio dopo ogni volo, con un atterraggio controllato su una chiatta nell’Oceano Atlantico.

new glenn lancio 9 novembre (2)

Durante il primo test di quest’anno, la fase di rientro non ebbe successo, ma il volo complessivo fu considerato un trionfo tecnico. Questa seconda missione rappresenta dunque una tappa cruciale per dimostrare la piena affidabilità del sistema e consolidare la posizione di Blue Origin nel mercato spaziale globale, dove la corsa alla riduzione dei costi e al riutilizzo è diventata la chiave del successo commerciale.

Aspettando il via libera del cielo

Per ora, l’enorme razzo resta fermo sulla rampa 36, sospeso tra le nubi della Florida e le incertezze politiche di Washington. Se le previsioni meteo lo permetteranno, il 12 novembre Blue Origin tenterà finalmente il suo secondo lancio orbitale, inaugurando una nuova fase della collaborazione con la NASA e, forse, aprendo un nuovo capitolo nella lunga storia della conquista di Marte.