Il sogno di decenni è finalmente realtà in Egitto: il Grand Egyptian Museum (Gem), situato vicino alle piramidi di Giza, è stato ufficialmente inaugurato oggi con una solenne cerimonia. Concepito per ospitare l’immensa eredità della civiltà dei faraoni, il museo si estende su una superficie di circa 500.000 metri quadri. Per la sua imponenza – è il museo più esteso al mondo, superando anche il Louvre – è stato ribattezzato “la quarta piramide” dopo quelle millenarie di Cheope, Chefren e Micerino, alle quali è ora collegata da un passaggio lungo due chilometri. Il progetto, ideato nel 1992 durante la presidenza di Hosni Mubarak, nasceva dall’esigenza di alleggerire il Museo Egizio di Piazza Tahrir, ormai incapace di contenere l’enorme quantità di reperti accumulati nei secoli e di far fronte a un flusso crescente di visitatori. Dopo più di vent’anni di lavori, interrotti da crisi economiche, rivoluzioni, pandemia e tensioni regionali, il Gem apre ora con un allestimento che unisce archeologia, tecnologia e scenografia museale avanzata, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva senza precedenti.
Il progetto
Progettato dagli studi tedeschi Atelier Brückner e irlandesi Heneghan Peng Architects, il Grande museo egizio si distingue per l’architettura monumentale e contemporanea. La sua imponente facciata triangolare in vetro, lunga 600 metri, richiama le linee delle piramidi circostanti e permette di ammirare da ogni angolo la spettacolare vista del complesso di Giza. L’atrio d’ingresso ospita il colosso di Ramses II, alto 11 metri e risalente a 3.200 anni fa, spostato dal centro del Cairo dove per decenni dominava una trafficata rotatoria. Una maestosa scalinata di sei piani conduce alle gallerie principali, offrendo ai visitatori una passeggiata tra storia, arte e architettura, mentre un ponte pedonale collega direttamente il museo alle piramidi, con possibilità di spostarsi anche con veicoli elettrici ecologici.
Il museo dispone di oltre 24.000 metri quadrati di spazi espositivi permanenti, comprendenti 12 gallerie principali, sale conferenze, laboratori di conservazione, spazi per attività educative e aree commerciali. Gli ambienti sono organizzati per periodo storico e per tema, partendo dalla preistoria fino all’epoca romana, garantendo un percorso cronologico e tematico completo della civiltà egizia. L’attrazione principale del Gem è senza dubbio la Galleria di Tutankhamon, allestita per la prima volta in modo permanente e completo. Il giovane faraone, la cui tomba fu scoperta nel 1922 dall’archeologo britannico Howard Carter, torna a raccontare la propria storia attraverso un percorso immersivo che fonde tecnologia, scenografia e archeologia. La galleria offre due narrazioni parallele: la vita e il regno di Tutankhamon e la scoperta della sua sepoltura. La celebre maschera funeraria, realizzata in oro, quarzite, lapislazzuli e vetro colorato, è protetta da una teca di vetro antiproiettile spessa 40 millimetri. Il percorso culmina in una riproduzione a grandezza naturale della tomba, con proiezioni che ricreano l’aspetto originale al momento della scoperta. Durante l’inaugurazione, due sale dedicate alla collezione di Tutankhamon hanno mostrato oltre 5.000 reperti, tra cui il trono d’oro e il sarcofago dorato, esposti integralmente per la prima volta.
Oltre alla collezione di Tutankhamon, il Gem custodisce circa 57.000 reperti provenienti da tutto il Paese, molti trasferiti dal Museo Egizio di Piazza Tahrir e altri recentemente rinvenuti in necropoli come quella di Saqqara. Tra i pezzi più straordinari si segnala la barca solare di Khufu (Cheope), lunga 43 metri e risalente a 4.600 anni fa, trasferita al museo nel 2021 grazie a un veicolo telecomandato importato dal Belgio. Questo eccezionale reperto testimonia la maestria ingegneristica e spirituale dell’antico Egitto. Le gallerie del Gem integrano tecnologie all’avanguardia, installazioni multimediali e spettacoli di realtà mista, pensati per rendere l’esperienza didattica e coinvolgente, in particolare per le nuove generazioni. L’uso di proiezioni, realtà aumentata e percorsi immersivi permette di rivivere la scoperta della tomba di Tutankhamon e di comprendere il contesto storico e culturale dei reperti esposti. Il Gem non è solo un museo: è un progetto strategico per il rilancio del turismo in Egitto. Le tariffe differenziate – 1.270 lire egiziane per i turisti stranieri (circa 23 euro) per i turisti stranieri e 200 lire egiziane (circa 3,50 euro) per i cittadini egiziani – e l’apertura di un nuovo aeroporto a Giza testimoniano la volontà di attrarre visitatori da tutto il mondo. L’area circostante è stata completamente riqualificata, con nuove arterie stradali, una stazione della metropolitana in costruzione e il Sphinx International Airport a 40 minuti di distanza. La gestione del museo, affidata a una partnership pubblico-privata tra il Ministero del Turismo e delle Antichità e la società egiziana Hassan Allam, prevede un flusso quotidiano di 15.000-20.000 visitatori.
Già da due anni il Gem ospita mostre temporanee, festival gastronomici, concerti e attività per famiglie, mentre i laboratori di conservazione hanno restaurato migliaia di reperti provenienti da tutto il Paese. Il museo si candida così a diventare non solo un polo culturale ma anche un importante centro educativo e scientifico. L’apertura del Gem arriva dopo anni di ostacoli economici e politici: il progetto ha attraversato la crisi finanziaria del 2008, la rivoluzione del 2011, la pandemia di Covid-19 e le tensioni regionali successive al conflitto tra Iran e Israele. Il costo finale è lievitato fino a un miliardo e 200 milioni di dollari, di cui 760 milioni provenienti dal Giappone e altri 150 milioni da investitori internazionali, con il resto a carico del governo egiziano. Il Gem rappresenta oggi il simbolo tangibile della capacità dell’Egitto di valorizzare il proprio patrimonio storico, combinando conservazione, innovazione e promozione culturale. Il direttore Ahmed Ghoneim, nominato nell’ottobre 2024, guida un’istituzione che ambisce a diventare uno dei principali poli culturali globali
L’inaugurazione ufficiale
L’inaugurazione ufficiale del Gem oggi ha visto la partecipazione di una straordinaria platea internazionale. Il presidente Abdel Fattah El-Sisi ha accolto i leader mondiali e le personalità culturali presenti con un messaggio di benvenuto, sottolineando l’importanza del museo come ponte tra passato, presente e futuro, e come simbolo dei valori di pace, cooperazione e unità dell’umanità. La cerimonia ha registrato una partecipazione senza precedenti: 79 delegazioni ufficiali, di cui 39 guidate da monarchi, principi e capi di stato e di governo, hanno preso parte all’evento, rendendo l’apertura del Gem un momento storico non solo per l’Egitto, ma per l’intera comunità internazionale. La “quarta piramide” è così diventata realtà, incarnando il genio degli antichi faraoni e la creatività degli egiziani contemporanei, pronta a conquistare il mondo con i suoi tesori millenari.
Le parole di Abdel Fattah-Al-Sisi
“Oggi mentre celebriamo l’apertura del Grande Museo Egizio stiamo scrivendo un nuovo capitolo della storia del presente e del futuro, nel nome di questa antica patria”. Ad affermarlo è il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah-Al-Sisi inaugurando il Grande museo Egitto al Cairo davanti a un parterre di Rois costituito da numerosi capi di Stato e dignitari.








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