Il Sole non smette mai di sorprenderci, e uno studio recente ha portato alla luce un’incredibile asimmetria che ha lasciato gli scienziati a bocca aperta. Secondo una ricerca peer-reviewed pubblicata su Space Weather, per oltre 30 anni, l’emisfero meridionale del Sole ha dominato l’attività dei flare solari, ribaltando un trend che aveva visto il lato settentrionale del Sole come protagonista principale durante i cicli solari precedenti. Gli studiosi hanno scoperto che durante i Cicli Solari 17-21, l’emisfero nord era il principale produttore di flare solari significativi. Tuttavia, a partire dal Ciclo Solare 22, la situazione è cambiata drasticamente: l’emisfero sud ha preso il sopravvento e, da quel momento, è stato costantemente il lato più attivo del nostro astro. Nonostante l’evidente asimmetria nei dati del flare index, la causa fisica di questo fenomeno rimane ancora un mistero per gli scienziati.
Nel frattempo, un’altra notizia arriva dal Sole: una gigantesca macchia solare si sta dirigendo verso la Terra, con dimensioni talmente enormi da essere visibile anche con telescopi amatoriali dotati di filtro solare. Al 30 novembre, l’Observatorio Solare Dinamico NASA ha catturato immagini spettacolari della macchia solare che si è formata all’orizzonte sud-est del Sole. Questa macchia è così grande che la sua estensione, da un estremo all’altro, raggiunge i 130.000 km. Almeno quattro dei suoi nuclei più scuri sono addirittura più grandi della Terra!
I dettagli sulla macchia solare
Questa macchia solare ha già iniziato a produrre flare solari intensi. Il 28 novembre, ha generato un flare di classe M6, ma a causa dell’eclissi parziale del sito di esplosione, si ritiene che la sua reale intensità potrebbe essere stata di classe X, ovvero una delle esplosioni più potenti che il Sole può produrre. Con la macchia solare ora rivolta verso la Terra, ci si aspetta che nei prossimi giorni potrebbero verificarsi flare solari geoeffettivi, che potrebbero influenzare il nostro pianeta con tempeste geomagnetiche e, in casi estremi, danneggiare i satelliti e le comunicazioni.
Un’osservazione interessante arriva dall’astronomo Andy Devey, che il 29 novembre ha monitorato l’avvicinarsi della macchia solare dal suo osservatorio a Mojácar, in Spagna. “È stata un’osservazione di quasi tre ore della regione attiva mentre ruotava attorno al bordo est del Sole”, ha dichiarato Devey. “Era davvero scoppiettante con flare solari di classe C.” E se questa non fosse sufficiente, gli scienziati hanno anche avvisato che l’incredibile macchia solare potrebbe rappresentare una minaccia potenzialmente grave per la Terra, mentre continua la sua corsa verso il nostro pianeta. Per gli appassionati di astronomia, questo è un momento imperdibile.
