Il tifone Kalmaegi flagella il Sud/Est asiatico: oltre 200 morti tra Filippine e Vietnam, ora Fung-wong fa paura

Il Sud/Est asiatico è abituato ai cicloni tropicali, ma la stagione 2025 sta superando ogni previsione. Kalmaegi e Fung-wong sono rispettivamente la 26ª e 27ª tempesta con nome dell’anno

Il tifone Kalmaegi ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione e dolore tra le Filippine e il Vietnam, causando almeno 209 morti, decine di dispersi e devastando intere comunità. Dopo giorni di piogge torrenziali e venti impetuosi, il ciclone – tra i più violenti della stagione – si è infine indebolito trasformandosi in tempesta tropicale mentre attraversava la Cambogia. Il bilancio umano e materiale resta drammatico, e il Sud/Est asiatico guarda ora con apprensione all’arrivo del nuovo tifone Fung-wong, atteso all’inizio della prossima settimana.

Filippine in ginocchio

Nelle Filippine, Kalmaegi ha provocato almeno 204 vittime e 109 dispersi, secondo l’Ufficio nazionale della difesa civile. L’arcipelago, colpito dal tifone all’inizio della settimana, è ancora in stato di emergenza nazionale, proclamato dal presidente Ferdinand Marcos Jr.. L’isola di Cebu è stata tra le più colpite, con 141 morti, per lo più a causa delle inondazioni. Nei villaggi devastati, i sopravvissuti si riuniscono per piangere i propri cari in palestre trasformate in camere ardenti improvvisate, dove le bare bianche si allineano sotto le luci spente.

Oltre mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Circa 450mila sono state evacuate nei centri di accoglienza, dove ancora 400mila rimangono ospitate. Mentre i filippini cercano di rialzarsi, un nuovo pericolo si profila all’orizzonte: il tifone Fung-wong (localmente chiamato Uwan), che potrebbe colpire il Nord del Paese tra domenica e lunedì, con un raggio stimato di 1.400 km e la possibilità di investire anche la capitale Manila.

Vietnam: villaggi distrutti e milioni senza elettricità

In Vietnam, dove Kalmaegi è arrivato venerdì mattina, il bilancio provvisorio è di almeno 5 morti e 3 dispersi. Le province centrali di Dak Lak, Gia Lai e Quang Ngai sono state le più colpite: 52 abitazioni crollate, oltre 2.600 gravemente danneggiate, e più di 1,6 milioni di famiglie senza corrente elettrica.

A Quy Nhon, le strade si sono trasformate in fiumi di fango e rottami: lamiere contorte, alberi sradicati, negozi allagati.  Le autorità vietnamite avevano evacuato oltre 537mila persone, molte trasportate con barche nelle zone interne, per evitare le frane e le piene improvvise dei fiumi. In alcune aree, le precipitazioni hanno raggiunto i 600 mm in meno di 48 ore.

Una stagione di tifoni senza tregua

Il Sud/Est asiatico è abituato ai cicloni tropicali, ma la stagione 2025 sta superando ogni previsione. Kalmaegi e Fung-wong sono rispettivamente la 26ª e 27ª tempesta con nome dell’anno, mentre la media stagionale si ferma a 23.  Il Vietnam ha già dovuto affrontare, nei mesi precedenti, 3 tifoni devastanti – Ragasa, Bualoi e Matmo – che hanno causato oltre 85 morti o dispersi e danni stimati in 1,36 miliardi di dollari.

Le autorità di entrambi i Paesi invitano ora alla prudenza. In Vietnam, squadre di soccorso e militari stanno ancora cercando 3 pescatori dispersi al largo dell’isola di Ly Son, mentre nelle Filippine si lavora per ripristinare dighe e argini prima dell’arrivo del nuovo ciclone.