Il tifone Kalmaegi minaccia il Vietnam: venti oltre 160 km/h sulla costa centrale

Il tifone Kalmaegi si sta rapidamente intensificando mentre si dirige verso la costa centrale del Vietnam

Il Vietnam si prepara ad affrontare un nuovo e potenzialmente devastante ciclone tropicale. Secondo il National Center for Hydro-Meteorological Forecasting, il tifone Kalmaegi si sta rapidamente intensificando mentre si dirige verso la costa centrale del Paese, dove potrebbe arrivare giovedì con venti fino a 166 km/h. Alle 7 di oggi mattina ora locale, il sistema si trovava a Est delle Filippine centrali, facendo registrare venti compresi tra 89 e 102 km/h e un movimento verso Ovest a circa 25 km/h. Le previsioni indicano un rapido rafforzamento nelle prossime 48 ore: entro martedì mattina i venti potrebbero raggiungere 118-133 km/h, e salire a 134-149 km/h mercoledì, quando Kalmaegi entrerà nel Mar Cinese Meridionale (noto localmente come East Sea).

Il ciclone dovrebbe poi virare leggermente verso Ovest-Nord/Ovest, accelerando fino a 20-25 km/h, per raggiungere il picco di intensità – circa 166 km/h – nelle acque di fronte alla provincia di Gia Lai, nel Vietnam centro-meridionale, nella giornata di giovedì.

Le principali agenzie meteorologiche internazionali confermano la gravità della situazione. L’agenzia meteorologica giapponese prevede venti di circa 144 km/h all’ingresso nel Mar Cinese Meridionale, mentre l’Hong Kong Observatory stima raffiche fino a 175 km/h tra Da Nang e Gia Lai. Il Joint Typhoon Warning Center della Marina statunitense va oltre, ipotizzando venti massimi fino a 185 km/h al momento dell’impatto sulla terraferma.

Le condizioni marine sono destinate a peggiorare rapidamente. Dalla notte del 4 novembre, si prevedono venti forti sull’area orientale del Mar Cinese Meridionale, con onde fino a 7 metri. Tra il 5 e il 6 novembre, il mare sarà particolarmente agitato nelle zone centrali, inclusi l’arcipelago di Truong Sa (Spratly) e le acque al largo tra Da Nang e Nha Trang, dove le onde potrebbero raggiungere 8-10 metri e i venti soffiare tra 118 e 166 km/h.

Le autorità vietnamite hanno ordinato alle province da Nghe An a Quang Ngai di gestire con attenzione i bacini idrici e gli impianti idroelettrici per mantenere la capacità di controllo delle piene, monitorare costantemente i livelli di pioggia e dei fiumi, e rafforzare le infrastrutture critiche.

Il rischio è elevato anche perché le regioni centrali stanno ancora cercando di riprendersi dalle inondazioni di fine ottobre, che hanno provocato 35 morti, 5 dispersi, allagato oltre 130mila abitazioni e bloccato le principali vie di comunicazione tra Hue e Quang Ngai.

Il 2025 si conferma così come un anno di attività ciclonica eccezionale per il Vietnam: finora si contano 12 tempeste tropicali e 5 depressioni, con un bilancio drammatico di 238 vittime, quasi 400 feriti e perdite economiche stimate in 35 trilioni di dong (circa 1,4 miliardi di dollari). Gli effetti dei disastri naturali hanno già ridotto la crescita economica nazionale di circa 0,2% del PIL.