Impatto con detriti spaziali, astronauti ancora bloccati sulla stazione cinese Tiangong

Dopo l’urto con un frammento di “space junk”, i 3 membri dell’equipaggio della missione Shenzhou-20 restano in orbita oltre il previsto. Il ritorno è in programmazione, ma non c’è ancora una data ufficiale

Tre astronauti cinesi sono ancora a bordo della stazione spaziale Tiangong (“Palazzo Celeste”), in attesa di poter tornare sulla Terra dopo un incidente che ha danneggiato la loro capsula di rientro. L’impatto, avvenuto la scorsa settimana, sarebbe stato causato da detriti spaziali. La China Manned Space Agency (CMSA) ha comunicato che gli astronauti Wang Jie, Chen Zhongrui e Chen Dong stanno bene e proseguono regolarmente le loro attività scientifiche e di manutenzione. In attesa del rientro, il team sta collaborando con i colleghi della missione Shenzhou-21, attraccata alla Tiangong lo scorso 1º novembre, che ha portato in orbita una nuova capsula funzionante destinata al loro ritorno.

Un imprevisto in orbita

Il colpo subito dalla capsula Shenzhou-20 è stato attribuito a un frammento di detrito orbitale, uno dei milioni di oggetti metallici e plastici che circolano a varie altitudini intorno alla Terra. Anche un minuscolo frammento, viaggiando a velocità superiori ai 25mila km/h, può provocare danni seri a una navicella spaziale. L’incidente ha costretto i tecnici cinesi a sospendere temporaneamente il rientro dell’equipaggio, che avrebbe dovuto concludere la missione alla fine di ottobre. Ora i test di sicurezza sul veicolo di riserva sono in corso, e il ritorno a casa potrebbe avvenire nelle prossime settimane, sebbene non sia stata ancora annunciata una data ufficiale.

Vivere nel “Palazzo Celeste”

La stazione Tiangong, lunga 55 metri e composta da 3 moduli principali, è circa la metà della lunghezza e un quinto delle dimensioni della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). È progettata per ospitare normalmente 3 astronauti per missioni di circa 6 mesi, ma può accogliere fino a 2 equipaggi contemporaneamente, come sta accadendo in questo momento.

Nonostante lo spazio ridotto, la CMSA assicura che le condizioni di vita rimangono confortevoli e che l’equipaggio è in buona salute fisica e psicologica. Gli astronauti continuano a condurre esperimenti scientifici su biologia, fisica dei materiali e osservazione terrestre, contribuendo alla crescente esperienza della Cina nell’esplorazione spaziale di lunga durata.

Un record inaspettato

L’estensione forzata della missione ha portato anche a un risultato simbolico: Chen Dong, comandante della Shenzhou-20, ha superato i 416 giorni cumulativi nello Spazio, consolidando il record nazionale di permanenza orbitale per un astronauta cinese. Tuttavia, l’episodio evidenzia anche i rischi crescenti associati ai detriti spaziali. Con il numero di satelliti e veicoli in orbita in costante aumento – oltre 10mila oggetti attivi secondo le ultime stime – il rischio di collisioni accidentali è più alto che mai. È una vera e propria “crisi della spazzatura spaziale”, un problema che richiede cooperazione internazionale e nuove tecnologie di mitigazione.

Un caso simile si era verificato di recente con la missione americana Boeing Starliner, che aveva lasciato gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams nello Spazio per oltre 9 mesi a causa di un guasto tecnico. Entrambi sono rientrati sani e salvi, ma l’episodio – ora seguito da quello cinese – è da considerarsi un campanello d’allarme per i sistemi di soccorso spaziale.

Il futuro della sicurezza spaziale

Gli eventi di Tiangong e Starliner sottolineano quanto sia ormai necessario sviluppare protocolli di emergenza più rapidi e coordinati, capaci di affrontare imprevisti tecnici o ambientali nello spazio. Le agenzie spaziali, da Pechino a Washington, stanno lavorando a nuove soluzioni, tra cui capsule di rientro autonome, robot di manutenzione orbitale e strategie di rimozione dei detriti.

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