Oltre 40 persone sono morte in inondazioni che hanno colpito nelle ultime ore zone della Thailandia, della Malesia e il nord dell’isola di Sumatra, in Indonesia, secondo i bilanci resi noti dalle autorità locali. In Thailandia e in Malesia, decine di migliaia di persone sono state evacuate da aree in cui le alluvioni hanno lasciato strade sommerse e case allagate. In questo caso, i morti calcolati sono almeno 34. Il governo thailandese ha dichiarato ieri lo stato di emergenza nella provincia di Songkhla, dopo che le piogge torrenziali, iniziate alla fine della scorsa settimana, hanno colpito diverse province meridionali. A causa di questa situazione, residenti e turisti sono rimasti bloccati in case e hotel, con i soccorritori che hanno usato barche, moto d’acqua e camion militari per intervenire in mezzo all’acqua alta. L’esercito ha dispiegato una portaerei e mobilitato elicotteri per evacuare persone con necessità sanitarie verso ospedali della zona.
Nel nord di Sumatra, in Indonesia, il bilancio provvisorio di recenti inondazioni è invece di almeno 8 morti e 58 feriti: a renderlo noto è stato un alto funzionario per la gestione di disastri naturali. Il maltempo estremo ha investito questa parte dell’isola per diversi giorni, allagando alcune zone del distretto di Tapanuli Selatan da lunedì 24 novembre, secondo l’Agenzia nazionale per i disastri (BNPB). La situazione ha portato anche all’evacuazione di circa 2.851 residenti.
Di recente, gravi inondazioni hanno colpito anche il Vietnam, dove almeno 90 persone sono morte in una settimana, secondo un bilancio reso noto domenica scorsa.


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