È tra i manager della ricerca che, alla NASA, sta lavorando in vista della costruzione del grande telescopio che dal Polo Sud della Luna, permetterà di osservare le stelle con un dettaglio mai visto: si chiama Gioia Rau, da anni negli Stati Uniti dopo gli studi di astrofisica alla Sapienza Università di Roma e poi al California Institute of Technology, all’Università di Vienna e all’European Sputhern Observatory. Adesso lavora alla National Science Foundation: “ora ho un ruolo più dirigenziale, dirigo un portfolio di progetti che finanziamo“, ha detto Rau all’Ansa, a margine della conferenza organizzata a Roma, presso il Centro Studi americani.
Il telescopio per la Luna, la cui costruzione è prevista nell’ambito del programma Artemis della NASA, si chiama AeSI (Artemis enabled Stellar Imager). “È un interferometro che vogliamo costruire sul Polo Sud della Luna, quindi – ha detto Rau – avrà una risoluzione angolare di 100 volte quella di Hubble Space Telescope e riuscirà a prendere immagini della superficie delle stelle come non è mai stato fatto prima, oltre a contribuire a tanti altri aspetti dell’astrofisica“.
Fra i tanti obiettivi del telescopio c’è infatti il rilevamento di immagini di stelle. Potrà infatti catturare immagini delle stelle “con un dettaglio mai visto prima: nessun telescopio al mondo è ancora capace di fare questo“. Si tratta infatti, ha aggiunto, di un telescopio “tecnicamente diverso“. È costruito da più telescopi che lavorano insieme, con 15 specchi da 1 metro ciascuno e ognuno dei quali potrà muoversi su dei robottini. “In questo modo – prosegue Rau – si può modificare la distanza fra i telescopi e questo ci dà una indicazione della risoluzione angolare che possiamo raggiungere“.
Fra gli altri temi dei quali Rau si occupa a livello di gestione c’è la ricerca sui pianeti esterni al Sistema Solare, basata sulla tecnica dei transiti, ossia sulle variazioni nella luminosità della stella provocate dal passaggio di un pianeta contro il suo disco. “Una delle missioni della NASA dedicate a questo tema è Tess, grazie alla quale sono stati ottenuti talmente tanti dati che abbiamo usato l’intelligenza artificiale per analizzarli. È accaduto oltre cinque anni fa e siamo stati pionieri in questo. Sto parlando di più di 5 anni fa. In questo modo abbiamo analizzato 67 milioni di dati: se una persona analizzasse ogni variazione di luce in un minuto, impiegherebbe centinaia di anni. Invece noi l’abbiamo fatto in pochi minuti e così abbiamo scoperto più di 181 pianeti candidati“.



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