La Cina lancia Shenzhou-22, la “scialuppa di salvataggio” verso Tiangong

Il lancio di Shenzhou-22 consentirà alla Cina di ristabilire le condizioni operative standard sulla stazione Tiangong e garantire un mezzo di rientro sicuro agli astronauti

La Cina si prepara a lanciare domani, 25 novembre 2025, la capsula Shenzhou-22, una missione diventata improvvisamente cruciale dopo l’incidente che ha compromesso uno dei veicoli attraccati alla stazione spaziale Tiangong. Il lancio, confermato dalla televisione di Stato CCTV, avverrà dal Jiuquan Satellite Launch Center, nel deserto del Gobi, e segnerà il ritorno alla normalità del programma di voli con equipaggio cinese dopo settimane di tensione tecnica e operativa.

Un detrito spaziale mette in crisi la sicurezza della stazione Tiangong

A scatenare l’emergenza è stato un frammento di detrito orbitale che ha colpito la capsula Shenzhou-20, danneggiando uno dei finestrini e rendendo l’intero veicolo non idoneo al rientro sulla Terra. Il modulo, che aveva già trasportato l’equipaggio precedente, avrebbe dovuto fungere anche da “scialuppa di salvataggio” per i 3 astronauti della missione Shenzhou-21 attualmente a bordo della stazione.

L’equipaggio composto dal comandante Zhang Lu, insieme a Zhang Hongzhang e Wu Fei – il più giovane membro del corpo astronauti cinese – è arrivato su Tiangong il 31 ottobre per una missione di 6 mesi. Con Shenzhou-20 fuori uso, i 3 si sono trovati, di fatto, senza un mezzo di evacuazione immediato: una condizione rara e delicatissima nel campo dei voli spaziali umani.

Shenzhou-22 anticipata per sostituire la capsula danneggiata

Per ripristinare la piena sicurezza dell’avamposto orbitale, la China Manned Space Agency (CMSA) ha deciso di anticipare il lancio della missione Shenzhou-22, originariamente prevista per il 2026. L’agenzia ha attivato il suo protocollo di emergenza, che prevede la disponibilità permanente di una capsula Shenzhou e di un razzo Long March 2F pronti per un decollo rapido.

La missione porterà non soltanto un nuovo veicolo per le emergenze, ma anche cibo e materiali aggiuntivi, fondamentali per compensare i consumi extra dovuti alla prolungata permanenza in orbita della precedente Shenzhou-20.

Sebbene il sistema d’emergenza permetta un lancio teorico in meno di 9 giorni, il decollo deve coincidere con una finestra orbitale precisa per raggiungere Tiangong. Per questo gli astronauti hanno dovuto attendere quasi 3 settimane dopo l’incidente.

Quando gli astronauti restano senza navetta: un rischio non solo cinese

L’episodio richiama alla memoria altri casi recenti. Meno di un anno fa, i 2 astronauti NASA Butch Wilmore e Suni Williams erano rimasti senza un mezzo di ritorno dopo i malfunzionamenti della navetta Starliner di Boeing, riportata a terra senza equipaggio. I 2 sono rimasti sulla Stazione Spaziale Internazionale quasi 9 mesi oltre il previsto, finché una Crew Dragon di SpaceX con posti disponibili non ha potuto riportarli a casa.

Queste situazioni, pur risolte senza danni per gli equipaggi, evidenziano una vulnerabilità comune: la mancanza di un sistema internazionale di soccorso spaziale, indipendente dalle tensioni politiche e capace di intervenire ovunque nel vicino spazio terrestre. Un’idea discussa da anni, ma frenata da vincoli geopolitici e legislativi, come le limitazioni imposte dal Congresso statunitense sulle collaborazioni con la Cina.

Un monito sui detriti spaziali

L’incidente della Shenzhou-20 rappresenta anche un chiaro avvertimento sulla crescente pericolosità dei detriti orbitali. A velocità che possono superare i 25mila km/h, anche un frammento di pochi millimetri può penetrare materiali metallici e danneggiare componenti vitali di veicoli e stazioni.

Con un numero sempre crescente di satelliti, soprattutto in orbita bassa, il rischio di collisioni aumenta e rende urgente una gestione coordinata del traffico spaziale e dei detriti. Non solo per la sicurezza degli equipaggi, ma per la sostenibilità a lungo termine dell’intero ecosistema orbitale.

Verso un ritorno alla normalità

Il lancio di Shenzhou-22 consentirà alla Cina di ristabilire le condizioni operative standard sulla stazione Tiangong e garantire un mezzo di rientro sicuro agli astronauti. Sarà anche un test importante per la reattività del sistema d’emergenza cinese e un nuovo capitolo nella complessa convivenza tra innovazione spaziale e fragilità dell’ambiente orbitale.

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