La Grecia cambia: stop al gas russo, arriva l’energia made in USA

La Grecia firma un accordo storico per importare GNL dagli Stati Uniti, rafforzando il ruolo di Atene come nuovo hub energetico europeo

La Grecia ha firmato un accordo per importare 0,7 miliardi di metri cubi di GNL all’anno a partire dal 2030. Si tratta del primo accordo di fornitura di gas a lungo termine tra Grecia e Stati Uniti, che mira a sostituire gli afflussi di gas russo in Europa. L’accordo ventennale arriva mesi dopo la firma, lo scorso luglio, di un accordo commerciale tra l’amministrazione Trump e l’Unione europea, con cui l’Europa si impegna ad acquistare 250 miliardi di dollari in Energia statunitense (petrolio, GNL e tecnologia nucleare) all’anno per i prossimi tre anni, nell’ambito dell’obiettivo di eliminare gradualmente il gas russo a partire dal 2027. La fornitura avverrà nell’ambito di un accordo tra la più grande società di servizi del gas greca, DEPA, la società energetica Aktor e la statunitense Venture Global.

Le reazioni all’accordo

I funzionari statunitensi hanno accolto con favore l’accordo oggi, durante una conferenza sull’energia ad Atene. Washington ha affermato di voler sostituire ogni molecola di gas russo che arriverà in Europa occidentale nei prossimi anni. “La Grecia si trovava alla fine di un sistema di approvvigionamento energetico dominato dalla Russia. Oggi la Grecia diventa un punto di partenza, l’ingresso in Europa per il commercio energetico americano”, ha dichiarato all’evento il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright. La Grecia dal 2020 ha incrementato le importazioni di GNL dagli Stati Uniti, ha ampliato le infrastrutture del gas e ha sostenuto un programma di trasporto attraverso un gasdotto ora sottoutilizzato per trasportare il combustibile importato dai suoi terminali GNL all’Ucraina attraverso Bulgaria e Romania, nel tentativo di rafforzare il suo ruolo di via di transito verso l’Europa.

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