Le malattie rare, prese singolarmente, sono condizioni che colpiscono un numero relativamente limitato di individui. Tuttavia, considerate complessivamente, interessano circa 1 persona su 20 nel mondo. Nonostante i progressi straordinari della genetica negli ultimi dieci anni, più della metà dei pazienti che sospettano una malattia rara rimane senza diagnosi, intrappolati in quella che viene definita “odissea diagnostica”. Per rispondere a questa sfida, nel 2021 è nato GREGoR (Genomics Research to Elucidate the Genetics of Rare Diseases), un consorzio internazionale formato da genetisti, bioinformatici e clinici con un obiettivo chiaro: risolvere i casi più difficili attraverso la genomica più avanzata e condividere i risultati apertamente con la comunità scientifica globale.
Perché tanti casi rimangono irrisolti?
Nonostante l’avvento del sequenziamento dell’esoma e del genoma, le diagnosi mancanti sono ancora molte. Le cause sono diverse:
- Geni responsabili ancora da scoprire
- Mutazioni nascoste in regioni non codificanti del DNA
- Variazioni strutturali complesse difficili da identificare
- Tecnologie e analisi non ancora standardizzate
- Scarsa rappresentazione genetica delle popolazioni non europee.
Una nuova era: dalla lettura del DNA alla lettura del sistema biologico
Il consorzio non si limita a “leggere” il genoma. Utilizza un approccio multi-omico, integrando:
- Sequenziamento a lettura lunga
- Sequenziamento dell’intero genoma
- Transcriptomica (studio dell’RNA)
- Methylomica (studio delle modifiche epigenetiche).
Questo approccio permette di scovare varianti patogene “invisibili” alle tecniche tradizionali, come:
- Mutazioni introniche che alterano lo splicing
- Espansioni di triplette ripetute
- Varianti strutturali complesse
- Varianti presenti solo in una frazione di cellule (mosaicismo).
Dati aperti e collaborazione globale
Uno degli aspetti più rivoluzionari di GREGoR è la politica di condivisione:
- I dati vengono resi disponibili rapidamente e in modo controllato tramite la piattaforma AnVIL
- Oltre 7.500 individui e 3.000 famiglie sono già inclusi
- Sono stati generati nuovi strumenti per analizzare varianti rare, strutturali e non codificanti
- La rapidità nella condivisione accelera la collaborazione internazionale e favorisce il riconoscimento di nuovi geni responsabili di malattie.
Risultati già tangibili
Ad oggi, GREGoR ha contribuito a:
- Nuove diagnosi genetiche in casi precedentemente “irrisolvibili”
- Identificazione di nuovi geni malattia
- Miglioramento delle strategie di reanalisi dei dati genomici
- Sviluppo di tecniche diagnostiche più efficienti e accessibili.
Eppure, l’obiettivo resta ambizioso: portare il tasso di diagnosi dal 30-40% al 100%.
GREGoR rappresenta un nuovo modello di ricerca: aperta, collaborativa e spinta dall’urgenza umana di dare risposte a chi da anni le cerca. La genomica non è più solo uno strumento per capire le malattie: sta diventando la chiave per riscrivere il futuro di milioni di persone.


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