Una tempesta geomagnetica ha sorpreso i meteorologi durante la notte, poiché il materiale proveniente dalle recenti eruzioni solari è arrivato prima del previsto, raggiungendo brevemente livelli elevati (G3). Ora, la NOAA ha attivato un’allerta per tempesta geomagnetica di livello G3, mentre la Terra si prepara a ulteriori impatti da molteplici espulsioni di massa coronale (CME) lanciate in rapida successione dalla regione della macchia solare AR4274. La tempesta notturna è stata probabilmente innescata dall’arrivo di una CME che ha colpito di striscio, combinata con gli effetti persistenti di un flusso di vento solare ad alta velocità, secondo lo Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA. Il risultato è stata una forte esplosione di attività aurorale, con avvistamenti segnalati in Europa, Canada e negli Stati Uniti settentrionali.
Ma altre tempeste solari sono ancora in arrivo, riservando la più grande per ultima. Il brillamento solare di magnitudo 7.4 esploso il 5 novembre ha anche rilasciato una CME a una velocità compresa tra 1.100 e 1.400km/s che, secondo il SWPC del NOAA, dovrebbe raggiungere la Terra più tardi, tra il 6 e l’inizio del 7 novembre. Questa CME in arrivo, combinata con un rapido flusso di vento solare proveniente da un vicino buco coronale, potrebbe innescare un altro round di forti tempeste geomagnetiche nelle successive 24-48 ore.
Cosa significa?
Una forte tempesta geomagnetica di classe G3 indica che il campo magnetico terrestre è fortemente disturbato dall’attività solare. Queste tempeste possono causare problemi intermittenti alla navigazione satellitare e interruzioni radio ad alta frequenza, nonché correzioni di tensione nei sistemi elettrici, in particolare alle alte latitudini.
Le forti tempeste geomagnetiche possono anche innescare aurore boreali luminose e dinamiche, a volte molto più lontane del normale alle medie latitudini. Se vi trovate in Canada, nel Nord Europa e nel nord degli Stati Uniti, assicuratevi di tenere d’occhio il cielo stasera, perché potremmo assistere a una sorpresa.
La fisica del meteo spaziale Tamitha Skov ha descritto le attuali previsioni come “il sogno di ogni fotografo di aurore boreali, che inizia ora e dura almeno per tutto il fine settimana“, aggiungendo che entro venerdì 7 novembre sono possibili tempeste di livello G3-G4, poiché diverse CME interagiscono con il campo magnetico terrestre.
La regione della macchia solare AR4274 rimane ampia e magneticamente complessa e continua a ruotare verso la Terra, il che significa che nei prossimi giorni potrebbero verificarsi altri fuochi d’artificio solari.
Che cos’è una CME, e perché è così importante?
Una CME (Coronal Mass Ejection), o espulsione di massa coronale, è una gigantesca eruzione di plasma e campi magnetici dalla corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Quando una CME è diretta verso la Terra, può interagire con il nostro campo magnetico e causare tempeste geomagnetiche, ovvero forti variazioni del magnetismo terrestre. Le CME sono tra i fenomeni più potenti del sistema solare: un singolo evento può espellere miliardi di tonnellate di materia a milioni di chilometri orari.
Cos’è una tempesta geomagnetica
Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’impatto del vento solare o di una CME. L’intensità di queste tempeste viene classificata da G1 (minore) a G5 (estrema).
- Le tempeste G1 possono provocare lievi disturbi ai satelliti e alle comunicazioni radio.
- Le tempeste più forti (G3-G5), invece, possono danneggiare i sistemi elettrici, interferire con la navigazione GPS e rendere visibili aurore anche a latitudini insolitamente basse.
Il fenomeno dell’aurora: quando il cielo si accende
L’effetto più spettacolare delle tempeste geomagnetiche è la formazione delle aurore, dette boreali nell’emisfero Nord e australi in quello Sud. Quando le particelle cariche del vento solare – protoni ed elettroni – entrano in collisione con le molecole dell’atmosfera terrestre, queste ultime si eccitano e rilasciano luce visibile: un bagliore che danza nel cielo, variando dal verde smeraldo al rosso, viola o blu, a seconda del gas coinvolto (ossigeno o azoto) e dell’altitudine in cui avviene l’interazione.
Normalmente, le aurore si osservano solo alle alte latitudini – Scandinavia, Canada, Alaska – ma durante eventi particolarmente intensi possono estendersi molto più a Sud, regalando visioni mozzafiato a regioni che raramente ne sono testimoni.


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