La Terra esce dal flusso di vento solare: torna la calma geomagnetica

Poiché il flusso si sta indebolendo e non sono previste nuove perturbazioni, nei prossimi giorni non ci saranno condizioni favorevoli alla formazione di aurore boreali

Dopo 3 giorni in cui il vento solare ha soffiato a oltre 700 km/s, la Terra sta finalmente uscendo dal flusso ad alta velocità che ha colpito la magnetosfera tra il 25 e il 27 novembre. Durante questo periodo si sono registrate tempeste geomagnetiche classe G1, intermittenti ma sufficienti a disturbare moderatamente il campo magnetico terrestre. Il vento solare sta ora rallentando e ci si aspetta un fine settimana più tranquillo dal punto di vista geomagnetico. L’aurora boreale non dovrebbe apparire nei prossimi giorni, nemmeno alle alte latitudini.

Che cos’è il vento solare?

Il vento solare è un flusso costante di particelle cariche – principalmente elettroni e protoni – che il Sole emette in tutte le direzioni. Quando l’attività solare aumenta, per esempio in presenza di fori coronali o espulsioni di massa coronale, questo flusso può accelerare e raggiungere velocità molto elevate, come i 700 km/s registrati negli ultimi giorni. Il vento solare viaggia nello Spazio interplanetario e, quando investe la Terra, interagisce con il campo magnetico che ci protegge dalle radiazioni cosmiche.

Cos’è una tempesta geomagnetica?

Una tempesta geomagnetica è una perturbazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dal vento solare o da eventi più violenti, come le espulsioni di plasma dalla corona solare.

Le tempeste vengono classificate su una scala che va da G1 (debole) a G5 (estrema). Le tempeste di classe G1, come quelle registrate tra il 25 e il 27 novembre, possono generare leggeri disturbi alle reti elettriche ad alte latitudini, piccole anomalie nei satelliti e deviazioni nella propagazione dei segnali radio.

Perché si formano le aurore boreali?

L’aurora boreale (o australe nell’emisfero meridionale) è un fenomeno luminoso che si verifica quando le particelle del vento solare penetrano nella magnetosfera e vengono canalizzate verso i poli terrestri. Quando queste particelle interagiscono con l’atmosfera, eccitano atomi e molecole – principalmente ossigeno e azoto – che emettono luce nei caratteristici colori verde, rosso e viola. Le aurore sono più frequenti durante tempeste geomagnetiche, in particolare quando il vento solare è veloce e orientato in modo tale da favorire l’ingresso delle particelle nella magnetosfera. Poiché il flusso si sta indebolendo e non sono previste nuove perturbazioni, nei prossimi giorni non ci saranno condizioni favorevoli alla formazione di aurore visibili.