Lanciata con successo la prima missione Scout dell’Agenzia Spaziale Europea, HydroGNSS, segnando un passo significativo nel progresso della comprensione globale della disponibilità idrica e degli effetti dei cambiamenti climatici sul ciclo dell’acqua sulla Terra. I due satelliti gemelli HydroGNSS sono stati portati in orbita alle 19:44 ora italiana di ieri a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX, come parte del volo condiviso Transporter-15 partito dalla base spaziale di Vandenberg in California. Meno di 90 minuti dopo il decollo, i due satelliti si sono separati dal razzo. Poi, alle 22:45 CET, la Surrey Satellite Technology Ltd (SSTL) nel Regno Unito ha confermato che i segnali sono stati ricevuti dalla stazione di terra KSAT a Svalbard, indicando che entrambi i satelliti erano in orbita intorno alla Terra in condizioni di sicurezza.
HydroGNSS a caccia di acqua
Entrambi i satelliti utilizzeranno una tecnica innovativa chiamata riflettometria del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) per ‘ricercare l’acqua‘, letteralmente. Questo processo prevede che i satelliti HydroGNSS catturino i segnali in banda L provenienti da sistemi di navigazione come GPS e Galileo. Questi satelliti di navigazione trasmettono segnali a microonde in banda L che cambiano quando vengono riflessi dalla superficie terrestre.
I satelliti HydroGNSS confronteranno questi segnali riflessi con i segnali GNSS diretti per rivelare informazioni preziose sulle proprietà relative al ciclo dell’acqua e altro ancora. Per fare ciò, ogni satellite è dotato di un ricevitore di mappatura Doppler a ritardo. Questo consiste di due antenne: un’antenna zenitale, che traccia i segnali GNSS diretti, e un’antenna nadirale, che raccoglie i segnali riflessi e li elabora in mappe Doppler a ritardo. Utilizzando questa tecnica, questi due piccoli satelliti, che orbitano intorno alla Terra a 180 gradi di distanza l’uno dall’altro, misureranno l’umidità del suolo, lo stato di gelo-disgelo, le inondazioni e la biomassa fuori terra.
Questi dati saranno fondamentali non solo per migliorare la nostra comprensione del ciclo dell’acqua sulla Terra, ma anche per supportare applicazioni quali la previsione delle inondazioni e la pianificazione agricola. Inoltre, osservando l’estensione delle inondazioni e delle zone umide, HydroGNSS contribuirà a rivelare le zone umide spesso nascoste sotto le chiome delle foreste – degli ecosistemi importanti che possono fungere da fonti significative di metano. Le informazioni sugli stati di gelo-disgelo forniranno indicazioni sul bilancio radiativo superficiale, sugli scambi di energia e carbonio con l’atmosfera e sul comportamento del permafrost sotterraneo alle alte latitudini.
Nel frattempo, i dati sulla biomassa fuori terra contribuiranno alle stime delle riserve di carbonio delle foreste e del loro ruolo nel ciclo globale del carbonio.
Il programma Scout
Ispirato ai principi del New Space, il programma Scout pone l’accento sull’agilità e sull’innovazione, utilizzando piccoli satelliti per miniaturizzare tecnologie collaudate o dimostrare modi completamente nuovi di osservare la Terra. Ogni missione Scout deve passare dal ‘kick-off’ al lancio in soli tre anni e con un budget di 35 milioni di euro, coprendo tutte le fasi, dallo sviluppo del satellite alla messa in servizio in orbita.
Simonetta Cheli, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, ha dichiarato: “Essendo la prima delle missioni Scout dell’ESA a essere lanciata, HydroGNSS segna una tappa importante per questa nuova famiglia di missioni di Osservazione della Terra rapide e a basso costo, e porgiamo i nostri ringraziamenti al principale appaltatore della missione, SSTL“. Il lancio “rappresenta anche un passo fondamentale nell’evoluzione del nostro programma FutureEO, in cui le missioni Scout incarnano un approccio veloce, agile, innovativo e conveniente, che integra le nostre missioni di ricerca Earth Explorer più grandi. Ora, siamo ansiosi di vedere come HydroGNSS utilizzerà la riflettometria GNSS per fornire preziose informazioni sulle variabili idrologiche chiave che determinano il ciclo dell’acqua sulla Terra“.
Il principale appaltatore dell’ESA per la missione HydroGNSS è SSTL nel Regno Unito. SSTL è anche responsabile del funzionamento dei satelliti in orbita e della distribuzione dei dati. La missione è stata resa possibile anche grazie a un finanziamento parziale da parte dell’Agenzia spaziale britannica.
Lanciate anche missioni nazionali
Il volo in condivisione Transporter-15 di SpaceX ha trasportato anche il prossimo lotto di satelliti IRIDE, Eaglet-II, per l’Italia, e due satelliti ICEYE per la Grecia. Entrambe le missioni sono state sviluppate con il coinvolgimento dell’ESA.
IRIDE è un’iniziativa nazionale guidata dal governo italiano e coordinata dall’ESA. La missione è composta da costellazioni di osservazione della Terra che forniscono dati satellitari a supporto del monitoraggio dei movimenti del suolo, della copertura del territorio, delle risorse idriche, delle zone costiere e di altri fattori ambientali. IRIDE fornisce servizi alle autorità pubbliche italiane e contribuisce direttamente al Dipartimento di Protezione Civile del Paese.
I due nuovi satelliti radar ICEYE ad alta risoluzione sono i primi a essere lanciati nell’ambito del Programma Nazionale Greco per i Piccoli Satelliti. Questo programma, che il prossimo anno includerà anche altri tipi di satelliti, mira a migliorare la tecnologia satellitare e le capacità applicative della Grecia, a promuovere l’innovazione e la creazione di posti di lavoro, a stimolare la crescita economica e rafforzare le capacità nazionali nella gestione delle catastrofi, nel monitoraggio ambientale e nella sicurezza. Il progetto è guidato dal Centro spaziale ellenico e dal Ministero greco della governance digitale, con l’ESA che fornisce il quadro generale e sostiene ICEYE nello sviluppo di entrambi i satelliti.
Entrambi sono finanziati attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) dell’UE.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?