Le recenti precipitazioni che hanno interessato soprattutto le province settentrionali del Marocco stanno modificando, almeno in parte, il quadro idrico nazionale. Le piogge, arrivate dopo settimane di forte incertezza, hanno contribuito a risollevare la media di riempimento dei bacini, offrendo un segnale incoraggiante in un Paese che da anni affronta una pressione crescente sulle risorse idriche. Secondo i dati più recenti, il tasso di riempimento delle dighe ha raggiunto il 31,06%, pari a 5.207 milioni di metri cubi accumulati in meno di una settimana.
Questo miglioramento, tuttavia, non cancella le profonde disparità regionali. Mentre alcune aree possono contare su livelli idrici relativamente confortanti, altre continuano a registrare deficit importanti, con ripercussioni sulla vita quotidiana e sulle attività produttive. Nel Rif, regione montuosa dove la coltivazione dell’olivo è centrale per l’economia locale, gli agricoltori accolgono la pioggia come un sollievo: l’acqua era indispensabile per avviare la raccolta e sostenere gli uliveti provati dalla siccità.
Nel Sud del Paese, invece, molte dighe restano sotto la soglia necessaria per garantire in modo sostenibile la domanda agricola, urbana e industriale. Qui, l’insufficienza idrica continua a rappresentare una sfida cruciale per il futuro delle comunità e delle attività irrigue.


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