Lupi e orsi in Trentino-Alto Adige: la richiesta di LNDC Animal Protection

Il comunicato di LNDC Animal Protection con riferimento all'ultimo incontro sulla gestione di lupi e orsi nelle aree alpine

LNDC Animal Protection esprime seria preoccupazione dopo l’incontro tra il presidente del PPE Manfred Weber, indicato come probabile futuro presidente del Parlamento europeo, e i Presidenti delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, durante il quale questi ultimi hanno sottolineato la necessità di “strumenti più efficaci” per gestire presenze di lupi e orsi nelle aree alpine. In altre parole, una maggiore libertà di uccidere orsi e lupi. “Alla luce di ciò, ci chiediamo se Weber abbia colto l’occasione per chiedere al presidente trentino spiegazioni sull’uso dei cospicui fondi europei destinati al progetto LIFE Ursus e ad entrambi cosa hanno fatto di concreto per gestire in maniera corretta e rispettosa la fauna selvatica.

Dalle informazioni raccolte da LNDC, non risulta che finora siano state attuate in maniera estensiva tutte le misure preventive necessarie per garantire una convivenza sostenibile tra le comunità locali e i grandi carnivori: cassonetti a prova di orso, sistemi di radiocollaraggio, campagne di sensibilizzazione e informazione, monitoraggio costante, inibizione di determinate aree alle persone a vantaggio della fauna, incentivazione all’uso di recinzioni elettrificate e altri sistemi di difesa per proteggere gli allevamenti.

In questo contesto, vale la pena ricordare che le Province Autonome di Trento e Bolzano, pur avendo uno statuto speciale, fanno parte a pieno titolo dello Stato italiano. E in Italia, l’articolo 9 della Costituzione – modificato nel 2022 – stabilisce che “la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e “la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Questo principio costituzionale deve valere su tutto il territorio nazionale, senza eccezioni né deroghe arbitrarie.

Durante l’incontro, Weber ha ricordato l’impegno dell’Unione Europea che ha recentemente approvato la riduzione dello status di protezione del lupo. A tal proposito, LNDC Animal Protection ritiene importante sottolineare che, insieme ad altre quattro associazioni, ha presentato ricorso al Tribunale dell’Unione Europea e si è ancora in attesa del verdetto che stabilirà la legittimità di quella decisione”, si legge in una nota.

La richiesta

“Chiediamo quindi a Weber, se e quando assumerà una posizione sempre più influente in ambito comunitario, di pretendere trasparenza sulle reali azioni preventive realizzate dalle Province Autonome di Trento e di Bolzano e i risultati concreti ottenuti. È fondamentale che i fondi e le politiche europee per la conservazione della fauna selvatica siano finalizzati non solo a incrementare il numero di esemplari, ma anche ad assicurare la convivenza responsabile promuovendo e sostenendo il rispetto per gli animali e la biodiversità, tutelando contemporaneamente le comunità montane. Mettere sempre al primo posto la difesa degli interessi privati di alcune categorie imprenditoriali è sintomo di una politica poco lungimirante, che porterà al tracollo dell’ambiente e questa è una cosa sotto gli occhi di tutti ormai”, afferma Piera Rosati, Presidente LNDC Animal Protection.

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