Nel 2025, le isole greche di Santorini e Amorgos sono state scosse da un intenso sciame sismico. Secondo uno studio pubblicato su Science da Anthony Lomax di ALomax Scientific, l’origine dei terremoti non è stata una tradizionale faglia tettonica, ma un dicco magmatico: una fessura riempita di magma che si propagava orizzontalmente sotto il fondale marino. Grazie a metodi avanzati di apprendimento automatico e alla tecnica tridimensionale CoulSeS, i ricercatori hanno trattato le scosse come “sensori virtuali”, riuscendo a mappare con precisione la sorgente del fenomeno. Il dicco, lungo circa 30 chilometri, ha mostrato un comportamento dinamico di contrazione ed espansione, descritto come “pompaggio”, sfondando ripetutamente barriere di stress nella crosta e provocando l’agitazione sismica registrata sulla superficie.
Lo studio fornisce una visione senza precedenti di un dicco magmatico in azione e apre nuove prospettive per la vulcanologia e la gestione del rischio. I dati ottenuti, combinati con modelli dinamici e tecniche di assimilazione dei dati, potrebbero migliorare la capacità di prevedere la posizione e la tempistica delle future eruzioni. Questa metodologia innovativa rappresenta un passo avanti verso valutazioni del rischio vulcanico più accurate e una comprensione più profonda dei meccanismi che governano il movimento del magma sotto i mari e le isole vulcaniche.


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