Meteo, crollo del Vortice Polare Stratosferico a fine novembre: possibili ripercussioni sul Mediterraneo e sull’Italia

Meteo, venti zonali in rapido calo: segnale chiave del disturbo del Vortice Polare Stratosferico

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici a lungo termine – in particolare ECMWF, GFS e altri sistemi ensemble – stanno convergendo su un segnale estremamente interessante per l’avvio della stagione fredda. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre emerge con crescente chiarezza la possibilità di un disturbo marcato del Vortice Polare Stratosferico (VPS), una configurazione che potrebbe avere ripercussioni importanti sul tempo in Europa nelle settimane successive.

Secondo le analisi, non si tratterebbe di una semplice fluttuazione stagionale, ma di una forte intrusione di onda planetaria (Wave-1) capace di trasferire energia dalla troposfera alla stratosfera. Il processo è descritto dall’EP Flux, indicatore chiave che misura la quantità di moto trasportata verso l’alta atmosfera. La dominanza della Wave-1 suggerisce che gran parte del forcing dinamico è collegato a un blocco anticiclonico robusto e persistente tra Alaska e Pacifico settentrionale, in grado di convogliare l’onda direttamente verso il Polo.

Vortice Polare 17 novembre

Venti zonali in forte calo: VPS verso un indebolimento critico

Uno dei segnali più significativi forniti dai modelli è rappresentato dai venti zonali a 10 hPa, che risultano in netta decelerazione. A inizio novembre correvano intorno ai 25 m/s, ma le proiezioni ensemble indicano un crollo verso valori prossimi allo zero entro la fine del mese. Alcuni membri, seppur minoritari, spingono fino a ipotizzare una inversione dei venti, scenario oggi non dominante ma comunque da monitorare con attenzione.

Questa perdita di velocità è accompagnata da un chiaro riscaldamento stratosferico (Warming), favorito dalla subsidenza legata alla circolazione secondaria e dalla conseguente risalita del gradiente termico polare. Pur non configurando un Major Sudden Stratospheric Warming (SSW), il disturbo rientra nella categoria di un Minor Warming precoce e intenso, con un potenziale impatto tutt’altro che trascurabile.

AO negativa e scenari invernali: perché il segnale è importante

Quando il Vortice Polare Stratosferico si indebolisce in modo così marcato, aumenta significativamente la probabilità che la troposfera risponda con un pattern di Arctic Oscillation (AO) negativa. Questo assetto favorisce la formazione di blocchi anticiclonici alle alte latitudini e la conseguente discesa di masse d’aria fredde verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.

Venti zonali 10 hpa

Il trasferimento del disturbo dalla stratosfera alla troposfera avviene attraverso un evento TST (Troposphere–Stratosphere–Troposphere), meccanismo ben noto che tende a manifestarsi con un ritardo medio di 10–20 giorni. Tradotto in scenari pratici, la prima metà di dicembre potrebbe vedere:

  • Irruzioni fredde di origine continentale, se l’aria gelida scivolerà dal settore russo-scandinavo verso l’Europa;
  • Maltempo intenso sul Mediterraneo, qualora l’aria fredda interagisca con acque ancora relativamente miti, favorendo ciclogenesi e precipitazioni abbondanti;
  • Un maggiore dinamismo atmosferico, con pattern bloccati e scambi meridiani più pronunciati rispetto alle ultime stagioni.

Un pre-inverno da monitorare: possibili effetti su dicembre

I segnali attuali indicano un’atmosfera insolitamente attiva, con una dinamica stratosferica precoce e più energica del consueto. Per capire gli effetti concreti sull’Europa e sull’area mediterranea sarà comunque necessario attendere gli aggiornamenti dei modelli a breve termine, che solo a pochi giorni dall’evento potranno inquadrare con precisione eventuali irruzioni fredde o fasi perturbate.

Quel che è certo, allo stato attuale delle conoscenze, è che il forte disturbo stratosferico in arrivo potrebbe influenzare in modo significativo l’avvio dell’inverno 2024–2025, aprendo la strada a una fase molto più dinamica e potenzialmente ricca di sorprese rispetto agli ultimi anni. Un motivo in più per seguire con attenzione i prossimi aggiornamenti previsionali e l’evoluzione del Vortice Polare.