Giovedì è attesa sulla Francia una massa d’aria insolitamente calda a 850 hPa, con valori prossimi a +18°C (circa 1500 m). Il riscaldamento in quota sarà accompagnato da un flusso sahariano che trasporterà ingenti quantità di polveri desertiche, particolarmente concentrate sulle regioni sud-occidentali. Questo apporto di aerosol potrà limitare l’irraggiamento solare e, di conseguenza, ridurre il potenziale di record al suolo nelle aree più interessate. Le simulazioni del modello SKIRON indicano un episodio marcato di intrusione sahariana, sufficiente ad attenuare il riscaldamento diurno nonostante l’anomalia termica in quota.
Probabilità di record termici per regione
- Settori centrali: potenziale di record più elevato, poiché generalmente meno coinvolti dalle massime concentrazioni di polveri. La riuscita dipenderà da copertura nuvolosa ridotta e soleggiamento sufficiente.
- Sud-ovest francese: pur in presenza di aria eccezionalmente calda, la densità del pennacchio di polveri potrebbe impedire il raggiungimento di massimi storici, a meno di una diminuzione imprevista della torbidità.
- Area pirenaica: con schiarite prolungate si potranno localmente toccare +27°C; la possibilità dipende dall’evoluzione diurna del trasporto di sabbia e dalla distribuzione di nubi alte e medie.

Fattori chiave della previsione
- Traiettorie e persistenza del pennacchio determineranno la distribuzione dei potenziali record.
- Se le concentrazioni di aerosol si attenuano, la massa d’aria potrà consentire nuovi record locali, soprattutto in pianura e sui bassi versanti pirenaici.
- Necessaria sorveglianza ora per ora di visibilità, irraggiamento globale e PM fine, variabili cruciali per l’efficienza del riscaldamento diurno.
Quadro sintetico
Nel complesso, il potenziale di record risulta più alto nei settori centrali non investiti dal nucleo principale delle polveri. Il sud-ovest, pur registrando valori termici eccezionali, potrebbe non eguagliare i primati precedenti a causa della riduzione del soleggiamento indotta dal particolato desertico. La valutazione finale dipenderà dall’interazione tra anomalia calda in quota, distribuzione degli aerosol e copertura nuvolosa, con possibili differenze marcate anche su scala locale.


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