La Russia sta vivendo una delle fasi termiche più contrastate e sorprendenti degli ultimi anni: mentre l’est della Siberia è precipitato in un inverno profondo con valori tipici di gennaio, il settore meridionale del Paese, e in particolare le regioni montuose del Caucaso, sta sperimentando un caldo di fine novembre che ricorda il pieno dell’estate. Un quadro meteorologico eccezionale, capace di mostrare con evidenza l’enorme variabilità climatica dell’Eurasia in questo periodo dell’anno.
Siberia nell’abisso del gelo: prime minime sotto i –50 °C della stagione
Nel cuore della Jacuzia, una delle aree più fredde del pianeta lontano dall’Artico centrale, le temperature sono crollate fino a valori impressionanti. La località di Delyankir avrebbe registrato attorno ai –50,7 °C, diventando la prima stazione dell’emisfero nord (esclusa la Groenlandia) a scendere così in basso nella stagione 2024–2025.
Anche altre città simbolo del gelo siberiano, come Ojmjakon, Ust-Nera e Yurty, hanno toccato temperature prossime ai –50 °C, confermando l’ingresso anticipato di un nucleo d’aria gelida molto potente.

Nonostante possano sembrare valori estremi per un osservatore europeo, in questa zona altamente continentale il gelo profondo di fine novembre rientra nella climatologia: è severo, certo, ma perfettamente compatibile con la struttura atmosferica che caratterizza il Bacino del Čerskij e le vallate della Jacuzia nei mesi più freddi.
Caucaso bollente: temperature da fine estate a 1000 metri di quota
All’estremo opposto del Paese, invece, lo scenario è diametralmente opposto. Le alture della Russia meridionale, in particolare il Daghestan, stanno registrando temperature degne del mese di agosto. La stazione di Akhty, situata a circa 1000 m di quota, ha raggiunto 28,4 °C, segnando un nuovo record di novembre e collocandosi tra i valori più elevati mai osservati in Russia in questo periodo dell’anno.
Un’anomalia di tale portata è resa possibile da una poderosa cupola anticiclonica subtropicale situata sul quadrante sud-occidentale della Russia, che convoglia aria eccezionalmente mite e stabilizza l’atmosfera con cieli limpidi e forte irraggiamento diurno.
Un pattern atmosferico estremamente amplificato
Il contrasto tra gelo siberiano quasi da pieno inverno e calore record nel Caucaso rappresenta un classico esempio di circolazione emisferica amplificata: un trough profondo sull’Est siberiano incanala masse d’aria gelide verso la Jacuzia, mentre un robusto promontorio di alta pressione domina il Sud-Ovest russo.
Il risultato è una Russia letteralmente divisa in due stagioni opposte — una condizione rara anche per un Paese dalla climatologia estremamente variabile — e un caso di studio molto interessante per comprendere come configurazioni di blocco e scambi meridiani possano esaltare al massimo le anomalie termiche su scala continentale.


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