Il grande freddo ha fatto il suo ingresso nell’emisfero nord: a Konstantinovskaya, nell’Estremo Oriente russo, sono stati registrati i primi −40°C della stagione. Un segnale netto che l’inverno sta iniziando a premere sull’acceleratore nelle aree più continentali del pianeta. Il dato arriva a poche ore di distanza dai −30°C rilevati in Canada, sottolineando come quest’anno sia stata la Siberia orientale ad anticipare il Nord America nell’ingresso verso il gelo profondo.
Dove e perché: il contesto del primo −40°C
La misura proviene da un’area interna e poco influenzata dall’oceano, dove la morfologia del territorio e le lunghe notti favoriscono forti inversioni termiche e ristagni d’aria molto fredda. In queste condizioni, già a inizio stagione possono comparire minime estreme tipiche del cuore dell’inverno.
Contrasti emisferici: gelo a Est, mitezza diffusa altrove
Il quadro termico resta però disomogeneo: mentre l’Estremo Oriente russo ha toccato i −40°C, gran parte della Russia europea e della Siberia centrale ha sperimentato nelle ultime settimane temperature sopra la media, spesso di +1/+2°C rispetto alla climatologia. Lo stesso vale per molte altre macro-regioni dell’emisfero nord, ancora interessate da masse d’aria relativamente miti.

Le aree apripista del gelo
- Yakutia (Repubblica di Sakha) e valli interne dell’Estremo Oriente: primi poli del raffreddamento stagionale.
- Kolyma e settori più isolati della Siberia orientale: condizioni ideali per minime molto basse con cieli sereni e calma di vento.
- Canada: raffreddamento marcato avviato da poco, con i primi −30°C raggiunti solo nelle ultime 24 ore.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Con l’avanzare della stagione, è probabile una progressiva estensione delle masse d’aria gelide verso altre aree:
- Siberia centrale e occidentale, con frequenti picchi sotto i −30°C.
- Canada settentrionale e Alaska, dove il raffreddamento tenderà a consolidarsi.
- Scandinavia e alte latitudini euroasiatiche, potenzialmente coinvolte da irruzioni fredde episodiche.
Molto dipenderà dalla disposizione del getto polare e dalle eventuali ondulazioni capaci di pilotare l’aria artica verso sud e ovest.
Il segnale meteo-climatico: l’inverno è partito, ma “a macchia di leopardo”
L’asticella stagionale dei −40°C rappresenta una soglia simbolica e operativa per la meteorologia invernale boreale. Quest’anno la partenza è arrivata dalla Siberia più remota, come spesso accade, mentre su molte altre regioni prevalgono ancora anomalie positive. Il monitoraggio delle prossime settimane dirà se il freddo riuscirà a propagarsi verso ovest e sud, aprendo la strada a possibili irruzioni artiche anche a scala europea.


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