Un evento di riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) è attualmente in corso e sta attirando l’attenzione di meteorologi e centri di ricerca in tutto il mondo. Le ultime elaborazioni dei modelli, in particolare ECMWF e GFS, mostrano un’evoluzione in due fasi distinte, con una seconda accelerazione del riscaldamento prevista verso la fine di novembre 2025. Questo potrebbe tradursi in un indebolimento marcato del vortice polare stratosferico e, in alcuni scenari, persino in una inversione dei venti zonali a 10 hPa e 60°N, condizione chiave per definire ufficialmente un SSW major.
Riscaldamento stratosferico in due fasi: cosa sta succedendo in quota
L’evento in atto non è un semplice disturbo, ma un riscaldamento stratosferico strutturato in due impulsi principali. Una prima fase di aumento termico ha già indebolito la circolazione del vortice polare, mentre una seconda pulsazione più intensa è attesa tra il 25 e il 27 novembre. In questo intervallo temporale, diversi membri d’ensemble suggeriscono valori di vento zonale anche inferiori a 0 m/s, ossia una vera e propria inversione del flusso, tipica di un SSW di tipo major.

Parallelamente, i modelli mostrano una dislocazione del vortice polare verso la Russia settentrionale e l’Europa nord-orientale. Questo spostamento implica una circolazione meno compatta e più vulnerabile all’azione delle onde planetarie, con effetti che possono riflettersi anche nella troposfera nel giro di 10–14 giorni.
Vortice polare indebolito e blocchi alle alte latitudini
Anche qualora non si verificasse un’inversione completa dei venti, l’indebolimento del vortice polare stratosferico resta un segnale importante. Un vortice meno intenso e/o decentrato favorisce la comparsa di pattern di blocco alle alte latitudini: anticicloni persistenti tra Groenlandia, Canada e Russia che spingono l’aria gelida verso le medie latitudini. In queste condizioni aumenta la probabilità di irruzioni fredde su Europa e Stati Uniti all’inizio di dicembre.
La dinamica è guidata da una forte attività ondulatoria: le onde di Rossby, risalendo dalla troposfera verso la stratosfera, trasferiscono energia e quantità di moto, indebolendo progressivamente il vortice. È un meccanismo noto nella letteratura scientifica, ma la precocità di questo evento nel 2025 lo rende particolarmente interessante per la previsione stagionale.
Effetti sugli Stati Uniti: rischio di ondate di freddo e neve abbondante
Sul fronte americano, le simulazioni delineano scenari potenzialmente incisivi. Dopo la perturbazione del vortice, l’indebolimento della corrente a getto potrebbe favorire la discesa di aria artica fino a latitudini insolitamente meridionali. In questo contesto, i Stati Uniti centrali, settentrionali e orientali potrebbero vivere un dicembre 2025 caratterizzato da temperature sotto la media e da un aumento della probabilità di ondate di freddo.
Le aree più esposte, secondo i principali modelli, sarebbero il Bacino dei Grandi Laghi, il Midwest e il Nord-Est degli USA, con rischio di nevicate abbondanti e possibili episodi di lake-effect snow laddove masse d’aria gelida scorrono sopra laghi ancora relativamente miti. Anche le pianure centrali potrebbero essere coinvolte, con fasi di freddo intenso e neve a bassa quota.
Perché questo SSW è così importante per il meteo di dicembre
Un riscaldamento stratosferico improvviso di questa portata, e così precoce, può cambiare la partita dell’inverno 2025-2026. Un vortice polare indebolito aumenta le probabilità di un dicembre dinamico, con fasi fredde e nevose sia in Europa che in Nord America. Non significa automaticamente gelo ovunque, ma suggerisce un contesto molto diverso rispetto a un vortice compatto, che invece favorisce correnti miti e zonali.
Nei prossimi giorni sarà fondamentale monitorare gli aggiornamenti dei modelli ECMWF e GFS, per capire se la soglia tecnica del SSW major verrà effettivamente superata e come reagirà la troposfera. Per chi si occupa di previsioni stagionali, energia, agricoltura e gestione del rischio meteo, questo evento rappresenta un banco di prova cruciale per comprendere l’impatto della dinamica stratosferica sul clima invernale dell’emisfero nord.


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