Meteo, Tempesta sull’inverno 2025-2026: un secondo riscaldamento stratosferico mai così precoce conferma una stagione gelida e nevosa

Il secondo SSW di novembre: un evento rarissimo che potrebbe anticipare blocchi anticiclonici, discese artiche e un inverno più dinamico del previsto

Un nuovo e precoce episodio di riscaldamento stratosferico improvviso sta attirando l’attenzione della comunità scientifica. L’ultima emissione del modello GFS 12z conferma infatti una seconda e marcata fase di stratwarming nella media e alta stratosfera, con anomalie particolarmente intense attorno al livello di 10 hPa e un riscaldamento più attenuato ma comunque significativo ai piani isobarici di 30 e 50 hPa. Si tratta di uno degli episodi più precoci e anomali mai osservati nel mese di novembre. Il riscaldamento in atto colpisce un vortice polare stratosferico già fragile e indebolito nelle ultime settimane. Le anomalie di geopotenziale positivo a 10 hPa stanno provocando uno spostamento del nucleo del vortice verso latitudini eccentriche, con conseguente riduzione della vorticità e un clima dinamicamente molto instabile nella regione polare. I venti zonali previsti, solitamente molto intensi a queste quote, mostrano una marcata decelerazione fino a valori prossimi allo zero, condizione che potrebbe evolvere in una inversione dei venti, tipica di un Major SSW.

Propagazione verso il basso e possibili effetti in troposfera

Le forti anomalie termiche stanno progressivamente raggiungendo anche la media stratosfera (30–50 hPa), suggerendo una propagazione verticale del disturbo attraverso onde planetarie. Questo processo è cruciale perché aumenta la probabilità di un accoppiamento stratosfera-troposfera, con ripercussioni anche sulla circolazione atmosferica nei bassi strati.

Secondo episodio di stratwarming

Quando la propagazione è efficace, entro 2–3 settimane si possono verificare effetti notevoli sull’emisfero nord: aumento dei blocchi anticiclonici alle alte latitudini, ondulazioni marcate del getto polare e possibili discese di aria artica verso Europa, Asia e Nord America. L’entità di tali conseguenze dipenderà da come evolverà il vortice, e in particolare dal rischio di una sua scissione (split).

I parametri diagnostici: cosa dicono i modelli

  • Le temperature a 10 hPa mostrano anomalie positive oltre +30°C rispetto alla climatologia.
  • L’indice U_60N_10hPa indica un rapido indebolimento dei venti zonali, con possibile inversione.
  • A 30–50 hPa si osserva un collasso del gradiente termico verticale, segnale di ulteriore destabilizzazione della colonna stratosferica.

Nel complesso, questa seconda fase di riscaldamento conferma un pattern orientato verso una ristrutturazione profonda del vortice polare, con alta probabilità di proseguimento del processo destabilizzante. È quindi plausibile attendersi un aumento della variabilità emisferica nel corso delle prossime settimane, con possibili ripercussioni significative anche sul meteo europeo e italiano nel cuore dell’inverno.