Meteo, temporali bomba sullo Ionio: notte illuminata da 40mila fulmini tra Sud Italia e Grecia

La discesa di aria fredda in quota ha innescato una fase convettiva eccezionale su Italia e Grecia

Nelle ultime 24 ore il settore meridionale dell’Italia, il Mar Ionio e la Grecia occidentale sono stati interessati da un marcato aumento dell’attività elettrica. La causa principale è l’avvezione di una vasta saccatura d’aria fredda in quota sull’area mediterranea meridionale, che ha innescato una spiccata instabilità termodinamica con sviluppo diffuso di sistemi convettivi a mesoscala, precipitazioni localmente intense e un numero di fulminazioni prossime a 40.000.

Quadro sinottico e termodinamica

  • La discesa di una saccatura polare ha generato un marcato gradiente termico orizzontale sul bacino, incrementando i valori di CAPE (Convective Available Potential Energy) e favorendo l’innesco di celle temporalesche intense lungo il settore ionico, le coste della Grecia occidentale e parte del Sud Italia.
  • La persistenza di aria calda-umida nei bassi strati, sovrastata dall’irruzione fredda in medio-alta troposfera, ha sostenuto nuclei convettivi autorigeneranti con strutture multilivello e frequenti scariche elettriche.

Fulmini mar Ionio

Distribuzione spaziale e impatti meteo-idrologici

  • Le reti di rilevamento fulmini hanno evidenziato cluster elettrici persistenti su Puglia, Calabria, settori orientali della Sicilia e lungo le coste dell’Epiro e della Grecia centrale occidentale, segnale di attività convettiva organizzata e duratura.
  • Segnalati accumuli pluviometrici localmente rilevanti, raffiche di vento e rischio idrogeologico con possibili flash flood, specie in prossimità dei rilievi (Appennino meridionale e catene dinariche) dove agiscono effetti orografici.

Dinamica atmosferica e processo convettivo

  • L’outbreak temporalesco è direttamente correlato all’interazione tra aria fredda in rapida avvezione ai piani medi e alti e continua alimentazione di umidità dai flussi meridionali di basso livello sopra una superficie marina ancora mite.
  • L’elevato wind shear verticale e il dinamismo della saccatura hanno favorito la strutturazione di sistemi convettivi organizzati (MCS), aumentando persistenza, estensione e densità di fulminazioni.

Perché è un caso di studio

L’evento rappresenta un caso paradigmatico del ruolo delle irruzioni fredde tardo-autunnali nel potenziare il rischio convettivo ed elettrico sul Mediterraneo: quando l’energia disponibile (CAPE), il contrasto termico e il shear si allineano su una superficie marina ancora calda, l’esito è un rapido incremento di temporali elettrici diffusi e localmente violenti.

In sintesi, l’assetto barico degli ultimi giorni ha creato le condizioni ideali per una fase convettiva ad alta densità di fulminazioni sullo Ionio e sulla Grecia occidentale, con ripercussioni anche sul Sud Italia. La persistenza del segnale instabile suggerisce di mantenere elevato il livello di sorveglianza nelle prossime ore.

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