Dopo mesi di attesa e un primo storico volo a gennaio, Blue Origin torna sulla rampa di lancio. Il 9 novembre, dal Launch Complex 36 di Cape Canaveral, avverrà il 2° liftoff del maestoso razzo New Glenn, questa volta con un carico prezioso: 2 sonde NASA dirette verso Marte. Si tratta della missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers), un doppio satellite sviluppato da Rocket Lab e gestito dal Space Sciences Laboratory dell’Università della California, Berkeley. Il loro obiettivo? Studiare come il vento solare interagisce con il campo magnetico e l’atmosfera superiore di Marte, svelando i meccanismi che hanno portato il Pianeta Rosso a perdere gran parte della sua antica atmosfera.
“Effettueremo le misurazioni meteorologiche spaziali necessarie per comprendere il sistema a sufficienza da prevedere tempeste solari le cui radiazioni potrebbero danneggiare gli astronauti sulla superficie di Marte o in orbita“, spiega Rob Lillis, principal investigator della missione.
Una traiettoria fuori dagli schemi
ESCAPADE non seguirà il consueto percorso verso Marte. Normalmente, le missioni marziane partono solo durante specifiche “finestre di lancio” che si aprono ogni 2 anni, quando Terra e Marte si trovano in un allineamento favorevole.
Stavolta sarà diverso: la missione seguirà una traiettoria innovativa, sviluppata dalla società Advanced Space, che le permetterà di raggiungere il punto L2 di Lagrange – una regione di equilibrio gravitazionale oltre la Terra – dove resterà per un anno prima di compiere un flyby terrestre nel novembre 2026 e poi dirigersi verso Marte, con arrivo previsto nel 2027.
“Possiamo lanciare verso Marte anche quando i pianeti non sono allineati? ESCAPADE sta aprendo la strada per renderlo possibile“,
ha dichiarato Jeffrey Parker, direttore tecnico di Advanced Space. Se questa traiettoria si dimostrerà efficace, in futuro le missioni interplanetarie potrebbero liberarsi dai vincoli temporali che da decenni limitano la pianificazione dei viaggi verso Marte.
Scienza “smart” e low-cost
ESCAPADE rientra nel programma SIMPLEx della NASA, dedicato a missioni planetarie di piccola scala ma alto impatto scientifico. Con un budget ridotto rispetto ai grandi progetti, queste missioni puntano su innovazione, velocità di sviluppo e collaborazione tra pubblico e privato. Non tutte le missioni del programma hanno avuto fortuna: Janus, destinata a studiare asteroidi binari, è stata cancellata; Lunar Pathfinder, partita a febbraio, è andata perduta poche ore dopo il lancio. ESCAPADE, invece, rappresenta una nuova speranza per dimostrare che anche missioni “mini” possono produrre grandi risultati.
Blue Origin: da test a missione operativa
Per Blue Origin, l’azienda spaziale fondata da Jeff Bezos, questo secondo lancio segna un passaggio cruciale. Dopo il debutto di New Glenn lo scorso gennaio — un volo di prova senza carichi operativi — NG-2 sarà la prima missione a trasportare satelliti scientifici reali.
Oltre a ESCAPADE, il volo ospiterà anche un esperimento di Viasat, che testerà sistemi di telecomunicazione per la NASA nell’ambito del programma Communications Services Project, volto a trasferire le reti di comunicazione spaziale verso operatori commerciali.
L’obiettivo principale, però, resta la messa in orbita sicura di ESCAPADE e il recupero del primo stadio del razzo, che Blue Origin tenterà di far atterrare sulla piattaforma di recupero Jacklyn nell’Atlantico. Dopo il fallimento del primo tentativo, l’azienda si dice ottimista.
“Se non riusciremo a centrare l’atterraggio, va bene lo stesso. Abbiamo già diversi booster New Glenn in produzione”, ha commentato Dave Limp, amministratore delegato di Blue Origin.
Verso una nuova era di esplorazione marziana
Il lancio di ESCAPADE avverrà in pieno shutdown del governo statunitense, quindi la copertura mediatica NASA sarà ridotta al minimo. Per la comunità scientifica e per gli appassionati di Spazio, sarà comunque un evento simbolico e rivoluzionario: una missione che unisce tecnologia privata, scienza pubblica e un pizzico di audacia per ridefinire i confini del viaggio verso Marte.


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