Nuove scoperte sulle aurore blu: possono formarsi fino a 200km d’altezza, osservate in Svezia

I risultati di uno studio suggeriscono che in quella fascia atmosferica, la densità di ioni sia maggiore del previsto, modificando la comprensione dei processi che regolano la formazione delle aurore

Le aurore blu possono formarsi fino a 200km sopra la superficie terrestre, molto più in alto di quanto si pensasse. Lo dimostra uno studio del National Institutes of Natural Sciences del Giappone pubblicato su Geophysical Research Letters. Lo studio è basato su osservazioni condotte nel cielo di Kiruna, in Svezia, con una fotocamera iperspettrale capace di misurare in dettaglio la distribuzione altimetrica della luce aurorale. L’aurora analizzata, registrata il 21 ottobre 2023, ha mostrato che l’emissione prodotta dagli ioni molecolari di azoto non si limita ai 130km di quota tipici delle ore notturne, ma si intensifica fino a circa 200km durante il crepuscolo astronomico. Ciò suggerisce che in quella fascia atmosferica, la densità di ioni sia maggiore del previsto, modificando la comprensione dei processi che regolano la formazione delle aurore.

Grazie all’impiego della luce solare riflessa come riferimento, la fotocamera iperspettrale ha permesso di stimare l’altitudine delle emissioni con una sola unità di osservazione, superando la necessità di immagini stereoscopiche. “La spettroscopia ad alta risoluzione consente di separare la luce aurorale da quella diffusa dal Sole, fornendo misure precise anche durante il crepuscolo“, spiegano gli autori.

Secondo i ricercatori, il metodo potrà essere applicato per studiare la generazione e la distribuzione degli ioni nell’alta atmosfera e risolvere uno dei principali enigmi sulla fisica delle aurore.

Le future campagne di osservazione, condotte con la collaborazione di università e istituti di ricerca internazionali, contribuiranno a sviluppare una mappatura tridimensionale della ionosfera e dei processi di interazione tra vento solare e magnetosfera.