Ondate di calore in Europa: il ruolo dell’Atlantico e del suolo secco

Comprendere il legame tra oceano, suolo e aria calda è fondamentale per prevedere e mitigare le ondate di calore

 

Negli ultimi decenni, le ondate di calore estive in Europa sono diventate più intense e frequenti, con temperature che crescono al doppio della media globale, aumentando il rischio di incendi e mortalità. Un nuovo studio pubblicato su Atmospheric and Oceanic Science Letters dalla Sun Yat-sen University analizza le cause di questo fenomeno. Secondo i ricercatori guidati da Lianlian Xu, l’aumento dei giorni estremamente caldi dal 1998 è dovuto a una combinazione di riscaldamento globale, diminuzione dell’umidità del suolo e alla transizione dell’Atlantico Multidecadale (AMO) dalla fase negativa a quella positiva. Quest’ultima modifica la circolazione atmosferica sopra l’Europa, favorendo la formazione di un sistema anticiclonico persistente nel Sud Europa. L’aria discendente e il maggior soleggiamento riscaldano il suolo e l’aria, mentre la minore umidità riduce l’evapotraspirazione, trasformando più energia in calore.

Lo studio, che ha esaminato dati dal 1979 al 2022, stima che circa il 35% della perdita di umidità del suolo nel Sud Europa sia legata direttamente alla circolazione atmosferica indotta dall’AMO. Gli autori sottolineano che non è chiaro se questi cambiamenti siano ciclici o destinati a intensificarsi. Comprendere il legame tra oceano, suolo e aria calda è fondamentale per prevedere e mitigare le ondate di calore in un continente sempre più vulnerabile.

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