Peggiora la crisi idrica in Iran: Teheran rischia l’evacuazione

"Se non piove, dovremo iniziare a limitare le forniture idriche a Teheran il mese prossimo. Se la siccità continua, finiremo l'acqua e saremo costretti a evacuare la città"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un grave allarme riguardo alla situazione idrica di Teheran, avvertendo che la capitale potrebbe affrontare una carenza d’acqua senza precedenti e, in caso di prolungata siccità, addirittura essere evacuata. Durante una visita a Sanandaj, nell’Iran occidentale, il presidente ha descritto un Paese alle prese con una triplice crisi, economica, ambientale e sociale. Pezeshkian ha riconosciuto che i prezzi elevati e l’inflazione derivano sia da errori della politica interna sia dalle sanzioni internazionali, sottolineando come la mancanza di risorse finanziarie stia bloccando numerosi progetti di sviluppo. Tuttavia, l’allarme maggiore riguarda la scarsità d’acqua: la diminuzione delle precipitazioni e la cattiva gestione delle risorse idriche stanno mettendo a dura prova la sostenibilità di Teheran, una metropoli di oltre otto milioni di abitanti.

Se non piove, dovremo iniziare a limitare le forniture idriche a Teheran il mese prossimo. Se la siccità continua, finiremo l’acqua e saremo costretti a evacuare la città“, ha dichiarato il presidente. Pezeshkian ha infine ribadito l’urgenza di una gestione più efficiente delle risorse idriche ed energetiche, definendo la situazione della capitale “allarmante” e chiedendo interventi immediati per evitare un disastro umanitario.

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