E’ stato pubblicato “L’Accordo di Parigi a dieci anni: opinioni di esperti su progressi e sfide per la mitigazione dei cambiamenti climatici”. Il testo analizza in che modo, secondo gli esperti, l’Accordo di Parigi abbia influenzato le iniziative sul clima nell’ultimo decennio, evidenzia dove si concentrano ancora le principali difficoltà e individua le politiche che si sono rivelate più efficaci. Basandosi su un sondaggio condotto dall’OCSE su oltre 250 responsabili politici governativi ed esperti di cambiamenti climatici provenienti da più di 60 paesi, il rapporto rivela che gli sforzi in corso per affrontare i cambiamenti climatici sono considerati più coordinati, ambiziosi ed efficaci grazie all’accordo di Parigi.
Come rilevato dal Climate Action Monitor 2025 dell’OCSE, pubblicato di recente, gli obiettivi di emissione dei Paesi rimangono insufficienti per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Questo rapporto, “The Paris Agreement at Ten Years”, rileva che in uno scenario senza l’Accordo di Parigi, gli intervistati ritengono che i progressi in materia di azione per il clima sarebbero stati notevolmente più deboli.
- La maggior parte degli intervistati afferma che l’accordo ha contribuito a rendere la mitigazione dei cambiamenti climatici una priorità nazionale e si aspetta che rimanga tale fino al 2040. La percentuale di coloro che hanno risposto al governo che ritengono che la mitigazione dei cambiamenti climatici sia una priorità politica nazionale oggi supera l’80%, mentre per gli altri esperti di cambiamenti climatici è del 60%. Questa convinzione scende al di sotto del 50% in assenza dell’accordo di Parigi.
- L’accordo si è dimostrato una fonte di fiducia nelle azioni future : la convinzione degli intervistati in politiche climatiche forti entro il 2040 è risultata quasi due volte più forte in uno scenario con l’accordo rispetto a uno senza.
- Il 45% dei decisori politici e il 30% degli esperti non governativi individuano nella limitata disponibilità di fondi pubblici il principale ostacolo economico alla transizione verso l’azzeramento delle emissioni nette.
- Le lacune infrastrutturali, l’accettazione pubblica delle politiche climatiche, l’accessibilità economica delle alternative pulite e l’adozione di tecnologie pulite da parte delle aziende sono state identificate come i maggiori ostacoli nazionali.
- Gli intervistati ritengono che il 60% del cambiamento necessario per colmare il divario tra obiettivi e livelli di emissione sarà ottenuto tramite interventi politici, principalmente strumenti basati sul mercato che da soli rappresentano il 25% del cambiamento previsto.
- Sia gli esperti che i responsabili politici danno priorità all’elettrificazione, alla decarbonizzazione energetica e al miglioramento dell’efficienza energetica come strategie per raggiungere gli obiettivi dell’accordo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?